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Vendemmia: 15 giorni di anticipo, con rese che non superano il 60%

Dopo le varie supposizioni fatte in questi mesi è giunto il momento di passare ai fatti. La vendemmia 2022 è finalmente iniziata e le procedure di raccolta risultano in anticipo di almeno 15 giorni sulla tabella di marcia. Ormai tutti le aziende che producono vini bianchi e basi per spumanti, hanno portato i primi grappoli in cantina e così è già possibile tracciare un primo bilancio sulla qualità che ci riserva questa pazza annata. Ad oggi, in verità, arrivano conferme a quelle che erano le previsioni di partenza. Un po’ tutte le vigne hanno patito enormente la siccità, al punto che, nonostante i temporali di ferragosto, le bacche e i grappoli risultano decisamente più piccoli rispetto ai parametri indicati dall’ampelografia. Gli acini sono più piccoli e spesso bruciati dal sole. In bocca appaiono ricchissimi di zuccheri. Onestamente non vi sappiamo dire se questa è una buona notizia per chi deve vinificare dei bianchi freschi e profumati, visto che il poco succo contenuto risulta particolarmente stucchevole e con scarso tenore acido. Anche dal punto di vista della quantità, laddove non ci ha pensato la grandine a ridimensionare la produzione, si registra una resa estremamente ridotta, che in alcuni casi è al di sotto del 60%. Questo cosa vuol dire? Che da un punto di vista del quadro aromatico, troviamo profumi ed aromi interessanti, ma spetterà soprattutto agli enologi in cantina trovare la strada giusta per restituire equilibrio a mosti oggettivamente difficili da trasformare in vino. Al momento, sembra che i Moscati siano quelli che stanno subendo maggiormente la situazione, ma anche gli Arneis (uve che storicamente sono già piuttosto povere di acidità) non lasciano dormire sonni tranquilli. E le varietà a maturazione più tardiva? È ancora presto per emettere una sentenza. Ci troviamo esattamente sullo spartiacque. Da una parte ci si preoccupa del perdurare della siccità, che potrebbe pregiudicare ulteriormente l’evoluzione dei polifenoli e del quadro acido. Dall’altra si spera che possa arrivare, finalmente, qualche pioggia, in grado di aiutare le piante per un rush finale, in cui può ancora succedere di tutto. Una cosa è certa. Quest’anno non ci saranno problemi fitosanitari e non potrebbe essere altrimenti: le principali fitopatie della vite sono di origine fungina e, come è noto, senza acqua i funghi fanno fatica a svilupparsi. Cosa sarà di questo 2022? In vigna, ormai, si potrà fare ben poco  (visto che non è possibile irrigare), ma in cantina ci sarà spazio per i virtuosismi. Tirare furi dei buoni prodotti sarà certamente possibile, ma ci vorrà una buona dose di coraggio e di predisposizione alla sperimentazione. D’altra parte, se come appare ormai acclarato, la tendenza delle nostre estati pare indirizzata verso un clima secco e caldo, sarà necessario iniziare a trovare le contromisure per continuare a produrre vino. Potranno cambiare le legislazioni, si potrà anche anticipare l’epoca di vendemmia, ma saranno i tecnici in cantina a fare la differenza.

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