Nel nuovo ospedale di Verduno il vassoio del pranzo sarà robotizzato

Il trasporto dei farmaci, delle derrate alimentari, della cancelleria, della biancheria e del materiale d’economato potrà avvenire in modo del tutto sotto controllo informatico e con metodologie all’avanguardia

BEntro il mese di agosto sarà allestito e collaudato il sistema di completa automazione della logistica interna del nuovo ospedale di Alba e Bra “Michele e Pietro Ferrero”. Il progetto e le attrezzature – per un valore di circa un milione di euro – sono state messe a disposizione dell’Asl CN2 dalla Fondazione nuovo ospedale di Verduno per arricchire il nuovo nosocomio di un valore aggiunto quasi unico in Piemonte. Ne abbiamo parlato con il dottor Claudio Monti, responsabile dell’ente per la logistica, gli acquisti e i servizi. Dottor Monti, in cosa consiste questo progetto di automazione logistica del nuovo ospedale? «E’ un sistema informatico e meccanico ad alta tecnologia dove si integrano funzioni logiche, dispositivi automatici e programmi informatici che ci consentiranno di gestire in modo automatico i magazzini che si trovano all’interno dell’ospedale, la farmacia e le cucine. Senza entrare troppo nel dettaglio possiamo dire che il trasporto dei farmaci, delle derrate alimentari, della cancelleria, della biancheria e del materiale d’economato potrà avvenire in modo del tutto sotto controllo informatico e con metodologie all’avanguardia». Siamo curiosi, abbia pazienza! «Le farò un esempio: ammettiamo che sia necessario consegnare ad un reparto la biancheria pulita o del materiale di cancelleria. Un incaricato provvederà a riempire un contenitore adeguato alla necessità. Successivamente il carico sarà posto su una “tartaruga” (un AGV o Automatic Guided Vheicle ndr) in grado si collocarsi sotto a qualunque carrello per portarlo dove necessario seguendo un sistema di navigazione ospedaliera di tipo Gps. Le “tartarughe” seguono percorsi orizzontali e verticali dedicati e possono quindi arrivare a destinazione ovunque richiesti. Questo vale – occorre sottolinearlo – per tutto ciò che entrerà nei magazzini dove sarà codificato con un codice a barre che ne consentirà l’identificazione e il controllo per via informatica. Lo scarico non sarà altro che un processo inverso. In questo modo sarà ottimizzata la gestione delle scorte (l’impianto di carico del magazzino farmaci è “smart” e colloca i pezzi in funzione della scadenza), si ridurranno gli sprechi e – soprattutto – la possibilità di errori. Oltre alla possibilità di monitorare al meglio l’utilizzo di ogni specialità». Oltre all’armadio farmaceutico informatizzato, si parla anche di “emoteca intelligente” e di “vassoio intelligente”. Cosa ci può dire in merito? «Posso dire che si tratta di conseguenze logiche di questo tipo di logistica. Per l’emoteca vale il ragionamento del carrello delle terapie, ma con ancora maggiori precauzioni. Il carrello “intelligente” interagisce con l’infermiere che dispensa le terapie informandolo sui farmaci destinati a ogni paziente. Il confronto col codice a barre impresso sul braccialetto del paziente garantisce il rapporto biunivoco della somministrazione corretta al paziente giusto. In modo analogo anche le trasfusioni saranno gestite in questo modo. Ma sarà il medico, anche da remoto con uno smartphone o un palmare, ad autorizzare il trattamento trasfusionale. In questo modo il rischio di errori sarà virtualmente zero». Avremo anche il “vassoio intelligente? «Effettivamente è così! La prenotazione dei pasti sarà fatta grazie a un palmare e trasmessa alle cucine (già comprate e in fase di montaggio). I pasti arriveranno, grazie alle tartarughe AGV e ai carrelli termici, nei vari reparti. La distribuzione, anche in questo caso, avviene consegnando un vassoio identificato con “bar code” che dovrà essere lo stesso del braccialetto del ricoverato».

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