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    Una scuola torinese è la prima in Italia intitolata a Caccia

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    CERESOLE D’ALBA – Anche un messaggio del Capo dello Stato Sergio Mat­tarella ha plaudito all’iniziativa definendola “importante stimolo per la diffusione di una cultura della coscienza civile e dell’impegno della lotta alla criminalità, attraverso l’esempio di un magistrato valoroso, rigoroso e tenace”. Così il Qui­rinale sull’intitolazione del­la prima scuola italiana, un plesso dell’Istituto comprensivo “D’Azeglio-Nievo” di Torino, a Bruno Caccia, il magistrato ucciso dalla ’ndrangheta nel nostro stesso capoluogo piemontese il 26 giugno 1983. Caccia non aveva ancora compiuto 66 anni ed era originario di Ceresole d’Alba. A ricordarne la figura all’atto ufficiale della dedica nei giorni scorsi, sono stati i figli.

     

    Guido, per il quale «essere suo figlio mi dà la responsabilità di tenere alto questo nome e portare avanti i suoi valori tutti i giorni». Cristina che sottolinea «qui oggi celebriamo la nostra Repubblica e la nostra democrazia, un o­maggio a mio padre ma anche alla società civile e a tutti quei magistrati che fanno il loro lavoro bene», e Paola. «La sua – ha detto quest’ultima – era un’educazione quotidiana, ci dava fiducia, che vuol dire dare responsabilità. Quando è morto, piano piano il dolore si è trasformato in fierezza e orgoglio di essere figlia di un uomo morto perché era coraggioso, perché è stato un cittadino modello. E questa fierezza mi ha aiutato nelle mie scelte».

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