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    Una gita nei nostri paesi da sogno: alla scoperta dei centri di Langhe e Roero

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    Archiviata la sfortunata esperienza guarenese al concorso televisivo “Il Borgo dei Borghi”, ci resta la consolazione di sapere che nella nostra regione sono moltissimi i comuni arroccati sulle colline meritevoli di essere inseriti nel ristretto club dei Borghi più belli d’Italia.

     

    L’Associazione Borghi più belli d’Italia nasce nel 2002 all’interno della Consulta del Turismo dell’Anci allo scopo di valorizzare e promuovere il grande patrimonio di storia, arte, cultura e paesaggi presente nei piccoli centri italiani. Ne fanno parte oltre 360 (19 in Piemonte) Borghi selezionati e certificati, che sono l’e­spressione della Bellezza e del fascino di cui l’Italia è leader nel mondo.

    Come fare per entrare nell’associazione? Esistono dei requisiti imprescindibili, quali l’integrità del tessuto urbano, l’armonia architettonica, la vivibilità del borgo, la qualità artistico-storica del patrimonio edilizio pubblico e privato, i servizi al cittadino nonché il pagamento di una quota associativa annuale.

    Detto questo andiamo scoprire quali sono i comuni che possono vantare questo marchio e che sono raggiungibili facilmente, con una comoda gita fuori porta.

    Barolo… L’arte protagonista

    Il centro principe delle colline di Langa è rinomato per storia e vino. Proprio l’Enoteca Regionale del Barolo, sita nelle splendide cantine marchionali dell’antico castello Falletti, è la prima tappa di una visita, che proseguirà nella chiesa parrocchiale di San Donato Vescovo e Martire, datata 1429, l’Aula Picta, una sede espositiva dove si possono ammirare dipinti ed incisioni di grandi artisti internazionali. Ovviamente non si può dimenticare il Castello Falletti, le cui sale ospitano il Museo del Vino (Wi. Mu), con le sue esposizioni interattive.

    Monforte… L’antico centro storico

    Non bisogna fare molta strada per raggiungere questo paesino arroccato sulle colline patrimonio dell’Unesco. Il fulcro della visita è il centro storico, fatto di vicoli che si inerpicano fino a raggiungere la residenza dei marchesi Scarampi, situata a fianco della piazza in cui è stato ricavato l’Auditorium Horszowski e dalla quale si ergono la torre Campanaria e le due Confraternite di Santa Elisabetta e di Sant’Agostino. Tra le attrazioni culturali ricordiamo la fondazione Bottari Lattes, che organizza periodicamente mostre di assoluto interesse.

    Neive… Il paese dei tetti rossi

    Rimaniamo ancora nella Langa, ma passiamo al territorio del Barbaresco. La parte storica del borgo, avvolta ad anelli intorno all’antico ricetto, è tutta da vedere. Anche se il castello non esiste più è rimasto l’impianto medievale della cittadina con le case dai tetti rossi addossate le une alle altre. Dall’alto del centro storico si gode di una splendida vista sulle vigne circostanti. Poiché questa è terra di grandi vini, sarà imprescindibile la visita alle aziende vinicole, spesso ospitate in dimore signorili come quella settecentesca dei Conti di Castelborgo. Altre “chicche” sono l’arciconfraternita di San Michele, realizzata tra 1759 e 1789 in stile barocco sabaudo; Casa Cotto, risalente agli inizi del XIII secolo; la Torre del monastero (secolo X), in stile romanico a pianta quadrata. Spiccano tra gli edifici sacri di Neive le due cappelle cinquecentesche dedicate a San Rocco e a San Sebastiano.

    Guarene… L’unico roerino

    Ebbene sì, il comune è comunque nel club dei borghi più belli d’Italia, unico del Roero.Anche se spesso è fuori dai tour turistici, Guarene merita una visita, grazie al suo castello, esempio di architettura barocca piemontese, fu costruito a partire dal 1726 per iniziativa di Carlo Giacinto Roero, nei suoi tratti architettonici mostra l’influenza dell’architetto Filippo Juvarra di cui Roero fu allievo. Tra i gioielli ricordiamo la Chiesa della Santissima Annunziata, la Pinacoteca del Roero, il paramuro, che è una sorta di corridoio che divideva le case dalle mura vere e proprie che cingevano l’abitato in epoca medioevale. Non possiamo dimenticare il Palazzo Re Rebaudengo, dimora storica settecentesca, complesso museale che comprende sale nobiliari, decorate con affreschi a tema mitologico realizzati dal pittore Francesco Casoli, pitture e stucchi di grande pregio e due quadri di Gian Giacomo de Alladio detto il Macrino; le chiese di San Michele e della Madonna delle Grazie. In ultimo, da non perdere, è il parco d’arte Sandretto Re Rebaudengo. Sulla collina di San Licerio a Guarene, ad ingresso libero, è un luogo dove la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta le installazioni all’aria aperta. Il Parco è stato progettato dagli architetti Remediani e Scaccabarozzi ed ospita opere di Paul Kneale, Ludovica Carbotta, Marguerite Humeau ed altri ancora.

    Questo è davvero tutto. Prima di immaginare gite esotiche, lontane chilometri, pensate a cosa state perdendo a pochi passi da casa.

    Redazione Corriere
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    Potete contattare la Redazione del Corriere allo 0173-28.40.77 oppure scrivendo a: info@ilcorriere.net

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