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    Una festa del vino, che Go Wine dedica ai vitigni autctoni rari

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    ALBA – Go Wine è pronta a lanciare una Festa del Vino decisamente particolare. A differenza di quella che tradizionalmente si svolge in settembre, questa volta, i protagonisti saranno i vitigni autoctoni e le aziende piemontesi che hanno scelto di scommettere su varietà storiche, spesso cadute nel dimenticatoio. Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera, Becuet, Bian Ver, Bonarda, Bussanello, Cari, Caricalasino, Cortese, Croatina, Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Furmentin, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Malvasia moscata, Montanera, Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero, Neretto di San Giorgio, Nibiò, Pelaverga, Pelaverga Piccolo, Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Timorasso, Uva rara, Uvalino e Vespolina sono solo alcuni dei vini che si potranno degustare nel centro storico albese domenica 26 maggio. Come funzionerà la festa?

    Per chi conosce Go Wine, sa che la filosofia è quella di allestire un certo numero di gazebo, che saranno collocati in via Cavour e piazza Duomo. Qui dalle 15 alle 20, almeno una trentina di aziende incontreranno gli enoappassionati, proponendo in degustazione queste rarità e raccontando storia e segreti di uve preziose e magari sconosciute. Per le degustazioni sarà sufficiente acquistare il coupon (anche on line in prevendita sul sito www.gowinet.it) e ritirare la taschina con il calice. Quella sarà il lasciapassare per assaggi illimitati. Ma non basta. Seguendo via Maestra si arriverà nel cortile della Maddalena, dove saranno ospitati tre grandi banchi d’assaggio. Nel primo saranno ospitati gli autoctoni rari italiani e del mondo, nel secondo troverà spazio il Verdicchio, che è il vitigno ospite dell’edizione 2024, nell’ultimo sarà possibile viaggiare nel sud del mondo e conoscere da vicino i vini del Sudafrica.

    Ma non è tutto. Alle ore 16 presso la Sala Sensoriale del Mudet, il nuovo Museo del Tartufo di Alba, il professor Vincenzo Gerbi, presenterà con una degustazione guidata, 6 vini prodotto da altrettanti vitigni autoctoni e rari del Piemonte. In sala Beppe Fenoglio, invece, alle 16 e alle 18, sarà proiettato un documentario realizzato dalla scuola agraria di Verzuolo, dedicato ai 200 anni dalla nascita di Giuseppe da Rovasenda, primo realizzatore di una collezione ampelografica, poi trasferita ad Alba, sui terreni della Scuola Enologica. Questo è davvero tutto. Per informazioni ulteriori visitare il sito www.gowinet.it.

    Redazione Corriere
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    Potete contattare la Redazione del Corriere allo 0173-28.40.77 oppure scrivendo a: info@ilcorriere.net

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