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Un 2021 un anno superiore alle attese: intervista a Giuliano Viglione Presidente Aca

Viglione: "Chiediamo all'Amministrazione di mettere mano alle grandi opere che saranno occasione di ripresa e lavoro

Dicembre e gennaio sono per definizione i mesi in cui si compilano i bilanci, si fanno buoni propositi e progetti per dare al nuovo anno una direzione coerente con i nostri progetti. E’ per questo che il “Corriere” ha chiesto al presidente dell’Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione di riassumere il profilo dell’anno concluso e di riassumere le aspettative del 2022.

Presidente Viglione, come ha visto passare il 2021 da un osservatorio privilegiato come quello consentito dagli uffici ACA di piazza San Paolo? “I giorni scorsi – sottolinea Giuliano Viglione – sono stati anche per noi l’occasione di confrontarci e di fare il punto su come il 2021 sia trascorso per tutti i settori merceologici a cui appartengono i nostri associati. Anche i nostri uffici hanno lavorato molto per fare in modo che fosse possibile rappresentare una sintesi esaustiva dell’anno da poco concluso. Le nostre analisi hanno consentito di comporre un quadro non così tenebroso come avevano ragione di temere. Messo a confronto con il 2020 lo scorso anno ha certamente fatto segnare delle difficoltà, ma non gravi come quelle affrontate nel corso dei primi due ondate pandemiche caratterizzate da chiusure pressoché totali e di lunga durata. La Fiera 2020 durò solo due settimane, la stagione turistica venne colpita molto duramente. Nel 2021 la situazione è stata molto diversa pur con inevitabili luci e ombre prodotte dal perdurare della pandemia. I segni della ripresa si sono visti e i consumi hanno sostanzialmente tenuto consentendo buoni livelli di fatturato. Sottolineo però che questa è una valutazione che si collega moltissimo ad una realtà – quella albese – che rimane migliore di quella di molti centri a noi vicini. Basterebbe fare la stessa domanda a pochi chilometri da qui e la risposta credo che, purtroppo, sarebbe ben diversa”.

Possiamo parlare della parte finale dell’anno? “Possiamo certamente e per confermare quanto detto poco sopra. Pur con qualche sacrificio la Fiera è durata 9 settimane e ha visto un ottimo riscontro di pubblico e visitatori anche stranieri. Il lungo raggio paga ancora pegno alla pandemia, ma i dati sono stati pareggiati dal successo del corto e medio raggio e dagli arrivi da altre regioni. Le attività commerciali , ricettive e la ristorazione hanno lavorato con buona/ottima soddisfazione ad Alba e nel comprensorio. All’otto dicembre – a soli 3 giorni dalla fine della Fiera – siamo partiti con le vendite natalizie che – possiamo dirlo – sono andate bene. Indubbiamente c’è stata più cautela e attenzione alla spesa, ma ai regali non si è rinunciato. I negozi hanno lavorato bene e con buona soddisfazione degli esercenti. Torno però a ricordare che la nostra lettura dei dati tiene conto del contesto generale e – prima di ogni cosa – del fatto che il sistema economico ad Alba sta tenendo in modo superiore alla media. Del resto non sarà un caso se a fronte di 30 chiusure di attività, nel 2021, sono state 45 quelle che hanno accettato la sfida di fare impresa, commercio, ristorazione o accoglienza turistica”.

Il 5 gennaio sono partiti i saldi. Come stanno andando? “Posso dire – prosegue Viglione – che la partenza è stata molto buona e mediamente superiore alle attese. In questo momento si registra un calo che è abbastanza fisiologico in quanto si esauriscono lo slancio dei primi giorni e l’assortimento di taglie, modelli e oggetti in saldo. Avremo una ripresa nella parte finale della stagione che si chiuderà a febbraio”.

Ad Alba continua la corsa della Grande distribuzione. Che ne sarà dei negozi di vicinato? “Forse non tutti sanno che il settore commercio è, di fatto, completamente deregolato. Al punto che anche i Comuni hanno le mani legate e non possono opporsi al fatto che i supermercati vadano a localizzarsi là dove il tessuto economico offre maggiori garanzie. Un’altra cosa che forse non è nota è che ad Alba sono attive 800 attività commerciali per 30mila residenti. Sono numeri che fatalmente dovranno trovare un equilibrio dettato da fattori contingenti. La pandemia, giova ricordarlo, ha contribuito ad un buon rilancio dei negozi di vicinato che hanno consentito alle persone di rifornirsi anche senza utilizzare l’auto e percorrendo poca distanza da casa. I negozi “sotto casa” hanno veramente salvato la situazione durante il confinamento a casa”.

Qual è lo stato di salute dei centri commerciali naturali come corso Langhe e corso Piave? “Anche in questo caso dobbiamo premettere che Alba si trova in una condizione privilegiata non avendo una distinzione tra centro e periferia. Corso Langhe, corso Piave e Mussotto sono ben integrati e fanno parte di un unico luogo del commercio. Alba per fortuna non distingue tra centro e periferia. La situazione dei centri naturali del commercio replica quella del centro storico piuttosto fedelmente”.

Proviamo a immaginare come andranno le cose nei prossimi mesi? “E’ un esercizio difficile. Quello che posso dire è che tutto dipende da due ordini di cose: da una parte la situazione nazionale e dall’altra ciò che l’Amministrazione locale farà in corso d’anno. Vedremo cosa farà il virus, come evolverà la questione delle materie prime, cosa determinerà l’inflazione e quali decisioni saranno prese in materia di contenimento. A Piazza Risorgimento 1 vorremmo chiedere di essere incisivi sui provvedimenti più attesi e maggiormente in grado di dare slancio e supporto alla città quest’anno e in futuro: il terzo ponte, la viabilità cittadina, la Casa della salute, la Scuola Infermieri, il Museo del Tartufo e il Centro polivalente che dovrebbe sorgere in via Liberazione. Al tempo stesso speriamo che possa proseguire il ruolo di Alba capitale culturale con gli eventi previsti per il Centenario Fenogliano e la Global Conference in Wine Tourism 2022”.

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