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    Tutti automobilisti nei nostri paesi, nei piccoli comuni l’auto diventa indispensabile

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    Gli automobilisti più incalliti? In provincia di Cuneo sono gli abitanti del piccolo comune di Castelmagno, dove le auto sono più dei residenti. Per contro, il minor numero di patenti si registra nell’ancor più piccolo comune di Bonvicino. Sono questi i due “estremi” della classifica stilata sulla base nel numero di automobili in rapporto al numero di abitanti nei centri abitati del nostro territorio. Osservandola più nel dettaglio balza subito agli occhi una prima curiosità: il maggior numero di vetture – calcolato su mille abitanti – si trova nei comuni di minori dimensioni, mentre si riduce man mano che si prendono in considerazioni paesi più grandi. Questo si spiega col fatto che i piccoli paesi sono spesso isolati e poveri di servizi, per cui il possesso di una o più auto per famiglie diventa indispensabile per ogni più semplice necessità, dal lavoro alla spesa di ogni giorno. Con l’eccezione di Alba, tutti i più grandi comuni di Langhe e Roero, da Canale a Montà, da Sommariva del Bosco a Dogliani, da Santo Stefano Belbo a Neive, si trovano nella parte medio-bassa di questa classifica, se non nelle ultime posizioni, come nel caso di Bra. Dunque, le nostre possono definirsi colline di grandi appassionati delle due ruote? Possiamo dire di si, considerato che la gran parte dei comuni si trova al di sopra della media nazionale italiana, che è di 684 automobili ogni mille abitanti. Un numero che ci colloca addirittura ai vertici della classifica continentale: insomma siamo il Paese con più automobili d’Europa. Un’ultima curiosità, questo record ci appartiene ormai da dieci anni, quando abbiamo superato il piccolo Lussemburgo, che fino a quel momento aveva primeggiato.

    La rivoluzione del Car Sharing

    A proposito del numero di auto in circolazione sulle nostre strade, gli esperti sono concordi nel profetizzare, per il prossimo futuro, una sempre maggiore diffusione della cosiddetta Sharing Economy, in altre parole, la “condivisione dell’auto”. Si tratta di un fenomeno che ha rivoluzionato il concetto di automobile, che è passata da essere un bene di possesso a un servizio. Si ritiene probabile che questo fenomeno sarà sempre più presente nel futuro, date le difficoltà della viabilità urbana e i maggiori costi di gestione e proprietà delle auto. Problematiche già evidenti al giorno d’oggi, con i disagi legati alla viabilità che si moltiplicano, in quanto gli agglomerati urbani stanno crescendo rapidamente. Addirittura, se continueranno le attuali tendenze, si pensa che entro i prossimi 15-20 anni quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle aree urbane. Questo contribuirà ad aumentare le vetture in circolazione nelle strade, ma soprattutto quelle nei parcheggi. Secondo i dettami del Car Sharing si calcola che – mediamente – per circa 22 ore al giorno la nostra automobile rimanga inutilizzata in un parcheggio o dentro un garage. La soluzione? Favorire la condivisione e la proprietà diffusa, che consentirà di ridurre i costi di proprietà e consentire una mobilità più agile.

    Redazione Corriere
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