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    Truffa ai danni di Banca d’Alba. Sette le persone arrestate dalla Guardia di Finanza

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    Secondo quanto emerso dalle indagini, il rappresentante legale di una società, con la complicità di un altro soggetto con precedenti specifici di truffa e frode informatica, ha indotto in errore la Banca d’Alba attraverso la presentazione di falsa documentazione commerciale attestante crediti fittizi nei confronti di tre imprese, peraltro completamente ignare, per un importo complessivo di oltre 2.5 milioni di euro. Utilizzando questa procedura, ha quindi potuto ottenere una provvista per un valore complessivo di 780 mila euro, poi bonificata a favore di società compiacenti, alcune gestite da soggetti di nazionalità cinese, che ne hanno immediatamente riciclato il valore attraverso ulteriori movimentazioni verso la Cina.

    I trasferimenti di denaro, preventivamente pianificati, sono avvenuti nel giro di poche ore e a cavallo del weekend. Così la Banca ha avuto consapevolezza della frode solo dopo che si erano perse le tracce del denaro.

    Le Fiamme Gialle, attraverso l’analisi dei conti correnti delle società, delle persone coinvolte e della documentazione cartacea e digitale reperita durante le perquisizioni nei confronti di alcuni indagati, nonché sulla base degli elementi acquisiti nel corso di intercettazioni telefoniche ed assunzione di sommarie informazioni, sono riuscite a ricostruire i fatti e soprattutto a individuare beni e valori riconducibili agli indagati, che sono stati oggetto di sequestro preventivo.

    Sequestrati 4 abitazioni e altri 10 immobili, 9 autoveicoli e i saldi dei conti correnti degli indagati e delle società coinvolte, per un totale complessivo pari ad oltre 600 mila euro, che corrisponde alla gran parte della somma oggetto di frode, 780 mila euro.

    La banca truffata, da quanto emerso, non ha messo a rischio denaro dei propri clienti. E rappresenta la vittima del sistema di truffa. Nel corso delle indagini ha fornito massima collaborazione.

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