TRICOLORE – «Quella bandiera italiana particolare di cui ho recuperato un esemplare»

La legge n. 4671 del 17 marzo 1861 del Regno di Sardegna è stato un atto normale che sancì la nascita del Regno d’Italia. Con questo atto diventato l’articolo unico della legge del nuovo regno, il re Vittorio Emanuele II assunse per sé e i suoi successori il titolo di Re d’Italia, uno Stato unitario con Torino capitale. comprendente sette stati indipendenti fino a un paio d’anni prima.  E’ stato l’ultimo re di Sardegna e il primo re d’Italia ma volle mantenere il numerale (II) che lo distingueva già quale re di Sardegna succeduto a Vittorio Emanuele I di Savoia.

Essendo uno Stato nuovo, a Vittorio Emanuele spettava di diritto che il numerale I seguisse il nome e la sua rinuncia gli valse l’epiteto di “Re Galantuomo” servendo poi al proprio successore, Vittorio Emanuele III, di pronunciare la frase divenuta famosa: «In casa Savoia si regna uno alla volta».

La stranezza di questo Stato: non provvide a fornirsi ufficialmente del simbolo nazionale servendosi semplicemente del tricolore con lo Stemma dei Savoia che aveva adottato, per il Regno di Sardegna, il padre Carlo Alberto il 23 marzo 1848, prima di entrare in guerra contro l’Austria modificandolo, pochi giorni dopo, aggiungendo allo scudo la corona reale. L’unico accenno che ho trovato riguardante questo simbolo è stato il decreto di Vittorio Emanuele III.Egli, avendo preso coscienza del pericolo che stava correndo il simbolo nazionale e dinastico, provvide a confermare e precisare, con il Rdl del 24 settembre 1923, la foggia e l’uso della Bandiera Tricolore: “Con lo Stemma Reale bordato d’azzurro sormontato dalla Corona Reale per lo Stato e per le Forze Armate e senza corona, per gli Enti Pubblici e per la Marina Mercantile”.Si confermava così che quello, e solo quello, era il simbolo nazionale e dinastico del regno.

E’ stato un decreto che è servito solo in parte dato che nel 1927 e 1928 apparvero due stemmi e l’11 aprile 1929 ne venne istituito un terzo con al centro lo stemma sabaudo sorretto lateralmente da due fasci littori, durato fino al 26 ottobre 1944. Probabilmente, facendo fronte a quel precedente decreto si giunse a un compromesso consentendo l’uso ufficiale cartaceo nelle attività e negli uffici pubblici per gli incartamenti e documentazioni. ma non l’inserimento nella bandiera che però è avvenuto, in alcuni casi con esposizione pubblica anche se non ufficialmente.

Questa è una affermazione che posso fare tranquillamente essendo venuto in possesso di un esemplare di questa bandiera molto ben tenuta, specialmente l’emblema ricamato. E’ stata esposta su di una scuola Elementare e forse, giudicandola  dai colori, per molto più tempo di quanto previsto. E’ stata poi conservata da una maestra, probabilmente la stessa che aveva provveduto a esporla, e non solo, ben sapendo che questo suo gesto non sarebbe stato punito ma premiato.

Malgrado tutte queste vicissitudini, il Tricolore non è stato toccato, è sempre stato quello stabilito nel 1798 dalla Repubblica Cisalpina ed è anche stata rispettata dalla Repubblica Sociale Italiana che, detto per inciso, era solamente riconosciuta da due Stati.   

Luigi Cravero,

Bra