dal PiemonteCRONACA

Tragedia a Torino: Una gru cade su un palazzo, morti tre operai

Una gru è caduta questa mattina su un palazzo di sette piani di via Genova a Torino, dove era stato aperto un cantiere per il rifacimento del tetto. I tre operai impegnati nel montaggio sono morti.

Fra i feriti anche due passanti, un uomo è stato estratto dai pompieri dalla sua auto, rimasta schiacciata nel crollo.

Da una prima ricostruzione i tre operai coinvolti nell’incidente sul lavoro avvenuto questa mattina a Torino si trovavano sulla piattaforma per montare il braccio della gru poi crollata. Il cantiere dove stavano lavorando gli operai era stato aperto per il rifacimento del tetto di un palazzo di sette piani.

La gru è caduta, abbiamo fatto una strage… sono morti tutti… cosa stai a fare in ufficio!! Sono morti i gruisti, i tre montatori, vieni giù…“. Sono le grida di un operaio, riprese in un video realizzato col cellulare da un passante di cui ANSA ha preso visione, subito dopo il crollo della gru di via Genova, a Torino. “Dovevo andare in pensione, io non ce la faccio, io me ne vado – urla – La gru è caduta, non so cosa sia capitato”. In sottofondo si sentono delle grida, una donna dice “respira ancora”, un uomo “cosa avete combinato” e un anziano ripete “è un manicomio, è un manicomio”.

Un cedimento alla base della gru che ha comportato a cascata il crollo della struttura reticolare che serviva per le operazioni di manutenzione della facciata dell’edificio”. Così il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Agatino Carrolo, riassume l’esito dei primi accertamenti sull’incidente. “Non escludo – ha aggiunto – altri cedimenti localizzati lungo lo sviluppo della volata della gru”.

“La gru era già montata, non si riesce a capire che cosa sia accaduto”, dice un vigile del fuoco presente. Il crollo avrebbe interessato anche l’autogru utilizzata per montare la gru più grande.

“Ieri qui sotto c’era la coda all’ufficio postale e pochi metri più in là c’è la fermata dell’autobus. Poteva essere una strage“. A dirlo un operaio del cantiere di via Genova. L’incidente nel popoloso quartiere Nizza Millefonti, a pochi passi dal Lingotto, in una zona di grande passaggio, dove sono numerosi i negozi e i servizi. La via, che è ancora chiusa al traffico, è anche attraversata dai mezzi pubblici.

“Abbiamo sentito un forte boato, ci siamo affacciati sul balcone e abbiamo visto la gru stesa lungo la strada – racconta un residente della zona – E’ stato terribile”.

“Premesso che sarà la magistratura a ricostruire nel dettaglio” quqnto accaduto a Torino “non vorremmo ritrovarci ancora una volta di fronte all’ennesima strage nei cantieri legata a tempi e modalità di lavoro. Dove la fretta e la velocità eccessiva aumentano i rischi, dove la ripresa fa sempre più rima con incidenti e lavoro nero a fronte di una domanda di lavori superiore alla capacità delle stesse imprese”. Lo affermano il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e il segretario della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, che avvertono: “La logica di fare sempre di più e più presto, con orari di lavoro massacranti e ricorso a squadre di cottimisti in sub appalto, che rischia di mettere la sicurezza di lavoratori dei cittadini in secondo piano deve essere contrastata. I cantieri non possono diventare il far west”.

“L’incidente della gru di stamattina in via Genova a Torino fa salire a 40 i morti sul lavoro in Piemonte nel corso del 2021. Una strage infinita, di fronte alla quale – a parte il doveroso cordoglio verso le famiglie delle vittime – le parole ormai sembrano inadeguate”. Così, in una nota, Cgil e Fillea Cgil Torino. “Occorrono fatti concreti a partire da più controlli e più formazione, soprattutto in edilizia, tanto più in questa fase di forte ripresa del lavoro, dove la fretta spesso prevale su tutto – aggiungono i sindacati -. La sicurezza è un diritto e non un costo. Chiediamo a tutti di fare la propria parte, a partire da un rapido accertamento delle responsabilità di questa ennesima tragedia”.

Una strage indegna in un paese moderno e civile: ancora oggi tre morti e feriti. Non è possibile che persone perdano la vita per la mancanza di misure di sicurezza, per la non applicazione dei contratti e per il non rispetto delle norme”. Così il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dalla manifestazione nazionale a Roma, parla dell’incidente sul lavoro a Torino. Le ultime norme sulla sicurezza sul lavoro, aggiunge, “sono solo primi passi che vanno nella direzione giusta, ma ne servono ancora di più. Servono più ispettori e controlli, un grande investimento sulla prevenzione e sulla formazione. Una vera cultura della sicurezza e della legalità”, rimarca Sbarra.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button