BALDISSERO D’ALBA — Sarebbe un unico proiettile ad aver ucciso Gjovalin Lazri, il 36enne di origine albanese morto nella notte tra il 19 e il 20 settembre a Baldissero d’Alba, mentre insieme ad alcuni complici tentava di svaligiare un cascinale. È quanto emerge dalle prime analisi medico-legali, ancora in fase di conferma, condotte dagli specialisti dell’Obitorio civico di Torino dove la salma è stata trasferita su disposizione della Procura di Asti.
Gli esperti depositeranno le loro conclusioni definitive entro sessanta giorni. Per completare il quadro investigativo, che richiederà anche una specifica consulenza balistica, si renderà indispensabile un sopralluogo approfondito sul luogo della tragedia.
Quella notte il 35enne residente nella cascina, Roberto Mollo, ha esploso dodici colpi di arma da fuoco verso le sagome che si muovevano nel cortile. Poco dopo le due è stato lui stesso a chiamare il 112: l’audio della drammatica telefonata, diffuso dal Tg1, restituisce la voce di un uomo in preda al panico:
«Ho ferito un ladro, non so se è morto. Ho avuto paura, ho fatto da solo, avevo la pistola. Forse c’è una persona a terra, non so se è morto. Son disperato, mi ha preso paura, mi stava girando in casa. Mi sono armato, mi sono difeso».
Attualmente Mollo risulta indagato per omicidio e tentato omicidio. Nel pomeriggio di ieri ha ricevuto la visita del suo legale difensore, l’avvocato Piermario Morra. L’esito degli accertamenti tecnici e balistici sarà un elemento cardine per stabilire l’esatta dinamica dei fatti e definire il quadro giuridico: l’ipotesi di reato potrà infatti variare tra omicidio volontario, omicidio colposo o eccesso colposo di legittima difesa, scenari che comportano conseguenze penali profondamente differenti.










