Toninelli rassicura e attende i sindaci a Roma: «At-Cn priorità»

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350 milioni. L’investimento assicurato dal gruppo Gavio per la realizzazione del lotto II.6, secondo l’accordo di cross financing raggiunto col precedente Governo

C’è voluta la mobilitazione dei 40 sindaci riunitisi venerdì 27 luglio nel municipio di Cherasco – insieme ai parlamentari Cirio e Perosino, al presidente della Provincia Borgna e ai vertici del ricostituito Comitato di Monitoraggio sull’Asti-Cuneo – per convincere il neo ministro alle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli a ricevere parlamentari e autorità della Granda, così da fare finalmente chiarezza circa le reali intenzioni del Governo gialloverde sull’atteso completamento della tribolata autostrada piemontese.

Ignorate le richieste di confronto rivoltegli dal governatore Chiamparino come dal sindaco albese Marello all’indomani del suo insediamento, l’esponente M5S è così venuto a più miti consigli, convocando l’atteso incontro per il prossimo 4 settembre a Roma.

In quella sede il neo ministro, già al centro di forti polemiche per aver “twittato” l’intenzione di voler fermare il cantiere della Tav Torino-Lione, sarà chiamato a esprimersi sulle intenzioni del suo esecutivo circa l’accordo di “cross financing” definito dal suo predecessore Graziano Delrio col gruppo Gavio, concessionario dell’opera. Accordo che solo nei mesi scorsi aveva ricevuto il via libera dalla Commissione Concorrenza Ue dell’Unione Europea e che, prima di divenire esecutivo, e di liberare così i 350 milioni di euro necessari alla realizzazione del lotto 2.6 tra Cantina Roddi e Cherasco, attende ancora l’approvazione del Comitato Interministeriale Programmazione Economica (Cipe).

Proprio indiscrezioni circa la ventilata intenzione del Ministero – poi smentita dal suo titolare – di non trasmettere gli atti al Cipe e, anzi, di voler declassare la tratta a strada veloce, aveva provocato la sollevazione del territorio, i cui rappresentanti avevano ribadito di voler intraprendere azioni anche eclatanti se anche l’ennesimo sforzo fatto per arrivare al completamento di un’arteria attesa da trent’anni fosse sfumato.

IN PARLAMENTO

Immediata la reazione del ministro che, senza attendere il 4 settembre, si è già espresso sull’argomento proprio nei giorni successivi all’annuncio dell’incontro: martedì in audizione alla Commissione Lavori Pubblici del Senato e mercoledì alla Camera, durante il question time. In entrambe le occasioni Toninelli ha rassicurato sul fatto che «il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo è una priorità per il Ministero delle Infrastrutture e per tutto il Governo», parole che, complice la lunga attesa per un’opera dalla storia travagliata, hanno scatenato reazioni differenti: alcune positive, altre più scettiche.

LE REAZIONI

Sul fronte leghista c’è la piena fiducia dei deputati piemontesi Riccardo Molinari e Flavio Gastaldi: «Non sentiamo alcun bisogno di ulteriori allarmismi infondati. Il completamento dell’At-Cn, opera fondamentale, urgente e attesa in Granda e nel Piemonte Sud, si farà. Il ministro Toninelli ha detto espressamente che non c’è alcun tentennamento sulla prosecuzione dei lavori. Il Governo dimostra dunque di voler iniziare col piede giusto. Il nostro tessuto economico, associativo e amministrativo non ha bisogno delle continue esasperazioni provocate ad arte per scopi elettorali da chi ha governato prima di noi».

Di diversa opinione la deputata Pd Chiara Gribaudo e l’assessore regionale ai Trasporti Balocco: «Il ministro Toninelli, dopo l’abuso di tecnicismi e le dichiarazioni di buona volontà, ha usato parole poco rassicuranti per chi da anni segue la vicenda dell’A33, ovvero “revisione del rapporto concessorio” e “valutazioni integrative”. Di cosa sta parlando Toninelli? Lo sa che i 350 milioni necessari a completare l’opera sono stati ottenuti proprio grazie a un accordo sulle concessioni in sede di Commissione Europea? Nei confronti di Gavio siamo sempre stati severi, ma il progetto era pronto e non ci si può mettere di nuovo a cambiare le carte in tavola: si mette a rischio l’unico finanziamento che rende quell’opera terminabile».