Tifosi, sportivi e razzisti

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Periodicamente si torna a parlare di razzismo nel mondo della tifoseria sportiva. Anche l’ultimo episodio, che ha visto coinvolto il portiere del Milan, Mike Maignan, coperto da insulti da alcuni supporter dell’Udinese ci fa capire come ci sia ancora molto da lavorare. Più volte mi sono chiesto se queste persone che intonano cori beceri siano davvero razzisti o piuttosto siano succubi dell’effetto branco, che allo stadio è amplificato all’ennesima potenza e li trasporta in un mondo parallelo, all’interno del quale la capacità di intendere e di volere sparisce.

 

L’interrogativo nasce dal fatto che spesso le persone identificate e poi punite dal Daspo (il dispositivo che allontana la persona dallo stadio imponendogli l’obbligo di firma in concomitanza con gli eventi sportivi) spesso appartengono alla stessa etnia contro cui si scagliano. Ad Udine, per esempio, uno degli incriminati è una persona di colore. Ma lo stesso accade quando per esempio vengono insultati i Napoletani oppure i Balcanici. Io stesso ho un passato da tifoso e da ragazzino, per ragioni prettamente economiche, acquistavo i biglietti di curva. Ancora oggi, ripensando ai testi dei cori, mi vergogno di cosa cantavo. Eppure, ciò che pronunciavo era lontanissimo dal mio modo di pensare. L’aspetto razziale non c’entrava assolutamente nulla. Era un coro, becero, contro l’avversario e contro i suoi supporter.

Ecco, forse il problema sta proprio qui. Quando si partecipa ad un evento sportivo, molti tifosi rinunciano a sostenere la propria squadra, prediligendo lo scherno nei confronti di chi gioca con altri colori. È la maglia che indossa il vero motivo di questa idiosincrasia e per soddisfare questo “odio”, si vanno a cercare quelli che si ritengono i presunti difetti: colore della pelle, aspetto fisico, etnia e così via. Il vero lavoro da fare, per conto mio, dovrebbe essere quello di inculcare la sportività, spingendo le persone a tifare per la propria squadra e, se proprio non applaudire gli avversari, quando si dimostrano superiori, almeno ignorarli. Sarebbe già un passo in avanti.

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