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Terremoto all’Apro: possibili dimissioni del Presidente Gionni Marengo

“Quanto rumore inutile – commenta l’avvocato Gionni Marengo, presidente Apro, commentando le voci delle sue imminenti dimissioni dalla carica e dal consiglio d’amministrazione dell’agenzia formativa fondata da don Gianolio nei primi anni Sessanta – e quanta poca coerenza da parte dei consiglieri comunali che ritengono non conferibile l’incarico ad un collega consigliere. Ma di un altro schieramento”.

La voce delle dimissioni sarebbe stata confermata anche dalla diffusione del testo dell’interrogazione con cui Olindo Cervella, già presidente Apro e capogruppo di Impegno per Alba in Consiglio comunale, ha richiesto al sindaco Carlo Bo notizie in merito alla veridicità e fondamento delle voci e, se del caso, quali provvedimenti verrebbero presi da parte del primo cittadino.

“Le voci circa le probabili dimissioni del presidente Apro  – si legge nel documento –  circolano con insistenza e provocano interrogativi e perplessità nell’ambito della Formazione Professionale e non solo ad Alba. Giova inoltre ricordare che l’opposizione espresse chiare obiezioni già in fase di nomina in quanto alla compatibilità e conferibilità dell’incarico all’avvocato Marengo”.

Nel frattempo della questione si occuperà l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) a cui è giunta una segnalazione in merito alla liceità del conferimento della presidenza.

 Avvocato Marengo, è preoccupato per la segnalazione all’Anac?

“Assolutamente no e non vedo alcun motivo per esserlo. La segnalazione è un atto legittimo, ma l’Anac non è un tribunale. Se si troveranno elementi inconfutabili a sostegno della tesi dell’opposizione non avrò alcuna incertezza nel farmi da parte e non prenderò in considerazione il ricorso al Tar. Se l’Autority troverà dei motivi di incompatibilità è però giusto ricordare che varranno anche per chi, da tempo, mi attacca per Apro e per la presidenza della Quarta Commissione consiliare”.

 Perché, scusi la semplificazione, lei è nel mirino dell’opposizione?

“Forse perché quando ero all’opposizione non ho fatto sconti a nessuno. E’ un modo per creare ruggini. Forse perché qualcuno ha paura, con largo anticipo, che possa essere un ipotetico candidato sindaco. Forse perché è inaccettabile che un sindaco “peschi” i suoi collaboratori tra i suoi elettori. In questo senso ricordo all’opposizione che hanno seguito anche loro lo stesso criterio”.

 E’ una questione di poltrone?

“Guardi che non stiamo parlando della presidenza di Exor o della Ferrero. Sono in Apro da 18 mesi e ho rifiutato il compenso (12mila euro/anno) che avrei potuto percepire. Per essere al sicuro da incompatibilità ho anche rinunciato alla carica di amministratore delegato e sono presente nel consiglio d’amministrazione senza deleghe di tipo gestionale. Queste si che sarebbero state causa di conflitto d’interessi”.

In conclusione?

“In conclusione aspettiamo e vediamo cosa porteranno i prossimi giorni. Parlerò anche col sindaco per affrontare politicamente la questione. Se ci saranno motivi validi, non avrò difficoltà a lasciare. Arriverà un altro dopo di me e Apro proseguirà nel buon cammino che sta percorrendo. Ho letto di un terremoto all’Apro. Si tratta di un’immagine affatto pertinente. L’Apro è ancora a San Cassiano e a Canelli e non ci sono stati crolli. Ci sono stati presidenti prima di me e ce ne saranno dopo di me. Se necessario ne sarà indicato un altro e Apro continuerà nella sua missione”.

Ma… si candiderà a sindaco?

“Con tutto il rispetto per le istituzioni – chiude Gionni Marengo – neanche per sogno. Vivo la politica come passione e impegno. Ma il mio lavoro è un altro e, almeno la domenica, voglio vivere”.

 

 

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