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Tendenze: La spesa su Internet è comoda, ma noi scegliamo dal produttore

Una analisi sugli ultimi dati Istat relativi al commercio rivela parziale ritorno agli usi tradizionali

Oltre 6 italiani su 10 (il 64%) spostano parte dei propri acquisti dal web ai negozi tradizionali, con una tendenza a recuperare il contatto diretto con i prodotti, nonostante le preoccupazioni per la risalita dei contagi da Covid. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Censis diffusa in merito agli ultimi dati Istat sul commercio al dettaglio a ottobre. Dati che evidenziano il primo storico calo, dal 2016, delle vendite on line, in diminuzione del 3,7%, mentre recuperano terreno imprese operanti su piccole superfici (+5,8%). Potrebbe trattarsi semplicemente di un assestamento dopo la straordinaria impennata fatta registrare dal commercio online proprio con il lockdown per la pandemia. Impennata che ha trascinato questo settore ancora nei mesi successivi e quindi durante il 2021.

Ma dalla Coldiretti, invitano a guardare i dati in modo diverso. Infatti, negli acquisti nei luoghi fisici, dai negozi ai mercati – spiega un comunicato dell’organizzazione agricola -, gli italiani ritrovano una dimensione che non è appagata dal digitale, di cui hanno sentito nostalgia in pandemia e che vogliono al più presto recuperare, con una esigenza avvertita soprattutto dalle donne (68%) e dai gruppi benestanti (70%). Il fenomeno è trainato soprattutto dall’esperienza dei cosiddetti mercati contadini, indicato dal 73% degli italiani come il luogo dove tornare a fare gli acquisti, secondo Coldiretti/Censis, spinti anche dalla volontà di recuperare o mantenere il rapporto diretto, di fiducia tra consumatore e azienda agricola. Un rapporto importante, per molti insostituibile motivazione a questo tipo di approccio alla spesa.

Opportunità Quella dello scambio diretto dal produttore al consumatore è un’opportunità resa possibile dal fatto che l’Italia è il Paese della Unione europea in cui risulta attiva la più estesa rete organizzata di mercati contadini. Si conta un complessivo di circa 12.000 agricoltori coinvolti in quasi 1.200 farmers market di Campagna Amica. Un sistema organizzato da nord a sud della Penisola che non ha solo un evidente valore economico, svolge anche una strategica funzione sociale. Proprio durante l’emergenza sanitaria ha spinto gli italiani alla riscoperta della vita di comunità, sostenendo la libertà di scelta e la consapevolezza dei consumatori nella scelta dei prodotti, promuovendo l’educazione alimentare, diffondendo la conoscenza dei territori.

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