Il “tempio del balòn” ritorna alla città

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Si formalizza la nascita del nuovo ente, il Municipio ci mette 200mila euro. La fondazione che promuove il recupero dell’impianto si costituirà ufficialmente il 24 aprile, puntando a raccogliere altri soci tra pubblico e privati. Il Comune farà intanto la propria parte con un contributo da 200mila euro. Nella foto, il Mermet

Certamente i soldi non garantiscono la felicità. Ma permettono di mettere in movimento tante cose: in questo caso di sbloccare la situazione dello sferisterio “Mermet”, da tempo oggetto del desiderio dei tanti appassionati che lo considerano il “Maracanà del balòn”, ostaggio di un progetto di riqualificazione che dalla fine del 2015 lo ha estromes­so dal novero dei palcoscenici della pallapugno che conta.

Il proprietario, l’imprenditore di Castellinaldo Giovanni Toppino, ha infatti raggiunto un accordo economico con i promotori della fondazione “Sferisterio Mermet di Alba”, da un paio d’anni al lavoro con l’obiettivo di ridare un futuro allo storico impianto.

Nel corso del Consiglio comunale di venerdì 20 aprile sarà approvata una variazione di bilancio attraverso la quale il Comune di Alba metterà a disposizione della fondazione una somma di 200mila euro, quale contributo per la conclusione di una compravendita i cui termini economici sono comunque ancora riservati (intorno ai 400mila euro la richiesta della proprietà secondo indiscrezioni del passato).

La fondazione si costituirà ufficialmente martedì 24 aprile. Nel frattempo, il gruppo – di cui sono stati promotori Nando Vioglio e Franco Drocco – conta di integrare ancora nuovi soci, tra soggetti privati e pubblici, che vogliano concorrere alla benemerita cordata “pro sferisterio”.

Il celebre campo di gioco venne costruito nel 1857 su progetto dell’architetto Giorgio Busca grazie alle risorse messe a disposizione (si trattava di 2mila lire) dall’avvocato Alessandro Mermet, che vincolò il suo lascito alla garanzia che l’impianto restasse un bene pubblico a disposizione di tutti i praticanti e appassionati della pallapugno.

Desiderio che, ormai da anni, non ha trovato applicazione. I cancelli su via Enrico Toti, infatti, sono rimasti chiusi – spesso con pesanti catene – e prigionieri del “batti e ribatti” di proposte che hanno visto confrontarsi invano il proprietario Giovanni Toppino e il notaio, quasi omonimo, Vincenzo Toppino, determinato ad acquisire l’impianto, provvedere alle necessarie opere di recupero, aggiornamento e adeguamento alle specifiche per ospitare gli incontri della massima serie del campionato nazionale di pallapugno. Successivamente, questa la volontà del notaio Toppino – appassionatissimo di “balòn” e patron della Canalese – lo sferisterio sarebbe stato messo a disposizione del Comune di Alba. In questo senso sarà la fondazione a dare continuità e mettere in pratica il progetto del notaio Toppino.

Per l’attuale proprietario, Giovanni Toppino, resta il rammarico di una vendita motivata da ragioni di opportunità e l’amarezza di non avere potuto realizzare la riqualificazione del sito prevista secondo le potenzialità espresse dal nuovo Piano regolatore: ovvero attraverso la costruzione di un residence di alto livello con “vista” su un campo adeguatamente recuperato e valorizzato.