Tac di ultima generazione al Ferrero di Verduno grazie a Fondazione CRC e Intesa San Paolo

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 Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo promuovono un intervento congiunto che mette a disposizione 3,5 milioni di euro per 3 interventi infrastrutturali a favore dell’Ospedale “Santa Croce e Carle” di Cuneo, dell’Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno e dell’Ospedale “Montis Regalis” di Mondovì. Un progetto che conferma la sintonia tra le due istituzioni che condividono l’impegno sociale e culturale sul territorio.

 

A questo intervento si aggiunge un progetto da 1,2 milioni di euro promosso da Fondazione CRC a sostegno della telemedicina.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina durante una conferenza stampa, presso il Rondò dei Talenti di Cuneo, a cui hanno preso parte Alberto Cirio (Presidente Regione Piemonte), Ezio Raviola (Presidente Fondazione CRC), Paolo M. Grandi (Chief Governance Officer Intesa Sanpaolo), Silvia Merlo (Presidente Fondazione Ospedale di Cuneo), Livio Tranchida (Commissario Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle), Giuseppe Guerra (Direttore Generale ASL CN1), Massimo Veglio (Direttore Generale ASL CN2).

Ezio Raviola, presidente della Fondazione CRC, dichiara: “Il sostegno congiunto a un progetto così importante, in grado di innalzare gli standard di cura per tutti gli abitanti della provincia di Cuneo e di far crescere i poli ospedalieri di riferimento, conferma la stretta collaborazione tra Fondazione CRC e Intesa Sanpaolo e la forte sinergia che contraddistingue le scelte di queste due istituzioni, particolarmente attente e sensibili alle esigenze della nostra comunità. La Fondazione CRC è da sempre a fianco della sanità provinciale, grazie a un costante dialogo con gli enti attivi in questo ambito: siamo particolarmente felici di poter estendere al settore della sanità la collaborazione con Intesa Sanpaolo che sta già portando risultati di grande valore in ambito culturale, di sostenibilità e innovazione, nonchè di sostegno al tessuto imprenditoriale”.

Paolo M. Grandi, Chief Governance Officer Intesa Sanpaolo, commenta: “Siamo particolarmente lieti di sostenere un progetto volto a rafforzare la sanità piemontese confermando la centralità delle persone, la loro salute, il loro benessere. Sono valori fondativi di Intesa Sanpaolo, condivisi con la Fondazione CRC in una valorizzazione del rapporto tra pubblico-privato determinante per la crescita del Cuneese. L’iniziativa accresce la sinergia tra la Fondazione e il Gruppo, che negli ultimi anni hanno lavorato insieme alla realizzazione di iniziative congiunte a favore dello sviluppo culturale e sociale del territorio. La sensibilità della banca verso il settore della sanità trova un nuovo passaggio nel solco della donazione di 100 milioni di euro – di cui una parte importante in Piemonte – da noi effettuata all’indomani del manifestarsi della pandemia”.

Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte, sottolinea: “Creare sistema e collaborazione tra pubblico e privato rappresenta anche in ambito sanitario una modalità preziosa per rispondere alle esigenze dei cittadini e raggiungere risultati importanti per il territorio. È quanto contiamo di fare anche con questi interventi destinati al potenziamento tecnologico degli ospedali, con macchinari moderni, precisi e affidabili: la sanità, sempre più innovativa e capillare, rappresenta la sfida centrale di questi anni su cui la Regione Piemonte lavora con impegno e nella quale sa di poter contare sulle realtà del territorio”.

I fondi messi a disposizione permetteranno lo sviluppo di tre progettualità specifiche sui principali hub ospedalieri della provincia:

Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo: Progetto PET/TC

L’Ospedale dispone ad oggi di un singolo tomografo PET/TC, strumento di diagnostica per immagini che, in maniera non invasiva, permette di rilevare all’interno dei tessuti corporei eventuali anomalie funzionali e molecolari correlate a diverse. L’acquisizione di un secondo strumento garantisce il soddisfacimento delle richieste di un numero di esami sempre più crescente e lo sviluppo di nuovi radiofarmaci, anche a scopo terapeutico, con un maggiore sfruttamento del ciclotrone in uso alla Medicina Nucleare. La nuova generazione di apparecchiature mette a disposizione numerose possibilità dal punto di vista della diagnosi e del trattamento dei pazienti: consente di ottenere immagini con una maggiore definizione, di rilevare lesioni di pochi millimetri, consentendo diagnosi e ristadiazioni molto più precoci, garantisce una migliore accuratezza diagnostica e una minore esposizione dei pazienti alle radiazioni ionizzanti.

Il progetto prevede inoltre la possibilità di attrarre presso l’Hub cuneese medici specializzandi per sviluppare l’attività di ricerca e formazione.

Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno: apparecchiatura TAC di ultima generazione

Grazie all’acquisizione di un’apparecchiatura TAC di ultima generazione, sarà possibile acquisire immagini ad alta risoluzione più precise e dettagliate, con la minima esposizione del paziente a radiazioni ionizzanti, superando le limitazioni di quelle attualmente in uso. La nuova apparecchiatura consentirà di ottenere immagini in modo più veloce e di discriminare più velocemente i dati necessari ad individuare le differenti patologie, senza la necessità di acquisire in successione più immagini funzionali differenti. Inoltre, essendo adeguata anche per la diagnosi dei traumi contusivi dell’osso, la nuova TAC consentirà in molti casi di limitare la necessità di effettuare anche la Risonanza Magnetica, con conseguente risparmio di tempo e maggiore efficacia nella definizione del trattamento. Grazie alle funzionalità dei nuovi “post processing software”, l’interpretazione delle immagini prodotte sarà più efficace ed efficiente. Ad apparecchiatura e sofware sarà affiancata una formazione teorico-pratica per il personale medico, tecnico e infermieristico. L’apparecchiatura sarà installata all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale Verduno e sarà a disposizione di tutta l’utenza come backup della TAC ambulatoriale o, eventualmente, per determinate prestazioni specifiche non ottenibili con le altre apparecchiature.

Ospedale “Montis Regalis” di Mondovì: progetto Dialisi nelle Valli Monregalesi

Il progetto punta al riequilibrio dell’attività nefrologica all’interno dell’Asl CN1. L’apertura di un centro dialisi presso l’ospedale di Mondovì ha come primo obiettivo il miglioramento della gestione clinica dei pazienti con malattia renale, acuti e cronici, ambulatoriali e ricoverati, con medio-alto rischio clinico, evitando la necessità di trasferimento presso altre strutture ospedaliere “ad alta intensità di cura” anche extra-aziendali. Il secondo obiettivo è rappresentato dal contenimento dei costi che deriva innanzitutto da una riduzione dei trasporti dei pazienti dializzati cronici residenti nell’area monregalese verso l’ospedale di Ceva o verso l’Azienda Ospedaliera di Cuneo (e che oggi ammontano a circa 350.000 euro all’anno). Infatti oggi circa il 70% dei pazienti che sono in dialisi cronica presso l’ospedale di Ceva, sono residenti nel territorio del Monregalese. Ulteriore obiettivo è la progressiva implementazione presso l’Ospedale di Mondovì dell’attività clinica, medica e chirurgica, garantendo l’erogazione delle cure in condizioni di appropriatezza, qualità e sicurezza in un contesto di risorse, sia umane che economiche, sempre più limitate.

PROGETTO TELEMEDICINA – FONDAZIONE CRC

A fianco dell’importante progetto con Intesa Sanpaolo, la Fondazione CRC ha ricordato anche il progetto Telemedicina, nato da un lavoro congiunto con le aziende sanitarie ASL CN1 e ASL CN2 e con l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, la cui importanza è emersa con evidenza durante il periodo della pandemia. Alla prima parte di co-progettazione ha fatto seguito la definizione, da parte di ogni Azienda coinvolta, di un progetto biennale di attivazione della Telemedicina sul proprio territorio. Il budget dedicato dalla Fondazione CRC sulle tre progettualità ammonta a oltre 1,2 milioni di euro.

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