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Sulle note della pace: un concerto in streaming il giorno di Capodanno

Un evento in musica per esprimere vicinanza al popolo afghano, ricordando i luoghi della Terra ancora oggi gravemente colpiti da guerre e violazioni dei diritti. Si tratta di “Armonie di pace”, il concerto interreligioso che l’associazione “Noi siamo con voi” organizza il 1° gennaio alle 18, promosso da OAF-I (Organizzazione di aiuto fraterno – Italia), con il sostegno del Consiglio regionale attraverso il Comitato per i diritti umani e civili. L’iniziativa, trasmessa dall’Auditorium del Sermig di Torino, si potrà seguire esclusivamente online all’indirizzo https://live.sermig.org/armoniedipace.

“Un concerto per manifestare la nostra solidarietà al popolo afghano, vittima della furia di un regime fondamentalista, che oltre a limitare i diritti più elementari, ha anche vietato l’ascolto e la pratica della musica in pubblico. Dobbiamo fare fronte comune per contrastare l’oppressivo oscurantismo dei talebani che sta calpestando ogni forma di libertà”, dichiara Stefano Allasia, presidente del Consiglio regionale e del Comitato per i diritti umani e civili. “Essere al fianco degli Afghani che lottano contro l’estremismo islamico è una battaglia di civiltà. Per noi la democrazia, la pace e il progresso sono valori irrinunciabili”.

“La musica rappresenta un linguaggio universale, che unisce le persone, toccando le corde più alte del sentire umano. È a quest’arte che affidiamo il compito di parlare alla coscienza di ciascuno: il popolo afghano vive tutt’oggi un’insostenibile tragedia, fatta di violazioni della libertà e dei diritti. E poiché  nessun uomo è un’isola – come dice il poeta – noi che viviamo nella parte “fortunata” del mondo abbiamo il dovere di non smettere di denunciare e di chiedere a chi ne ha il potere un cambiamento, nel segno del rispetto per la vita di ogni essere umano”, afferma Mauro Salizzoni, vicepresidente del Consiglio regionale delegato al Comitato per i diritti umani e civili.

L’orchestra, composta da artisti di differente credo religioso, eseguirà una serie di brani di epoche e provenienze geografiche diverse: dalla classica di Bach, Vivaldi, Brahms, Boccherini, Dvorak e Francesco Molino, fino alla musica del Novecento di Ravi Shankar e alla tradizione indiana.

Introdotta dal vicepresidente del Comitato regionale per i diritti umani e civili, Giampiero Leo, la serata conterà la testimonianza di Amiri Farzana, ex direttrice dell’ospedale di Kabul, oltre alla presenza di una rappresentanza di autorità civili e religiose.

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