Storia di un portavoce disattento

La buona intonazione dei mercati obbligazionari di queste ultime due settimane purtroppo tende a confondermi un po’ e a farmi pensare che le cose in Italia vadano bene. Certo, lo spread sotto i 200 punti base a causa della mancata infrazione per sovraindebitamento e la notizia del futuro insediamento di Christine Lagarde al posto di Mario Draghi sono buone notizie, ma purtroppo non sono sufficienti da sole per dire che l’Italia stia vivendo un buon momento. Non mi spertico nell’elencare anche solo una piccola parte delle cose che non vanno perché lascio questo compito ai giornalisti veri o ai commentatori da bar ma voglio raccontare un piccolo aneddoto utile per capire il clima politico che permea le le nostre vite. Venerdì scorso a Milano si è svolta l’assemblea annuale dell’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, Presidente e Capo del Governo compresi. Ero seduto, senza sapere chi fosse, vicino ad un ragazzo che per tutta la durata degli interventi del ministro Tria e del Governatore della Banca d’Italia Visco non ha ascoltato letteralmente neanche una parola, ma davvero neanche una, passando il tempo a consultare sul suo telefonino alcuni articoli di giornale direi poco attinenti con gli argomenti della mattinata nonché una lunga ed approfondita occhiata al suo feed Instagram. Non che sia un grosso problema essere disattenti ad una riunione del genere, ma forse per il rispetto delle istituzioni un minimo di attenzione in più ci poteva stare. Anche solo per il fatto che fossimo in seconda fila.. Sono letteralmente rimasto di stucco quando un conoscente mi ha informato sull’identità del mio vicino di sedia. Non si trattava di un bancario o banchiere qualsiasi ma del portavoce molto influente di uno dei più importanti membri del nostro Governo. Non che da due ore di disattenzione completa si possa giudicare un’intera classe politica, ma qualche indicazione la si può avere.

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