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Stop alla motosega: si tenta l’arboricoltura per salvare il cedro secolare del Museo Craveri

Si spenderà di più (anche per frequenti controlli) ma si spera che l’albero sopravviva

Battuta d’arresto per la controversa politica di gestione del patrimonio arboreo di Bra da parte del Comune. L’ha decisa la stessa Giunta civica dopo perizia e controperizia sul­l’ultimo candidato alla motosega, un quasi secolare cedro himalayano che troneggia nel giardino del Museo Craveri. Per l’agronomo Guido Soldi, incaricato dall’Amministrazione di monitorare periodicamente il verde pubblico e qui convocato dopo il distacco di un grosso ramo, è in condizioni di estremo rischio di schianto. A verdetto simile (pericolosità elevata) è giunto il consulente del museo, il dottore forestale Daniele Pecollo, che tuttavia a differenza del collega non ha raccomandato l’abbattimento, ma concesso la possibilità d’intervenire in modo anche pesante, con la capitozzatura, pur di concedere una chance di sopravvivenza alla conifera.

Pecollo ha avvisato che in quest’ipotesi occorre preventivare ulteriori spese, anche per legature e più frequenti controlli di stabilità nel tempo, siccome il giardino del museo è frequentato e da bambini per attività didattiche. Un po’ la strada seguita anni fa per un altro patriarca verde, scampato a una diagnosi altrettanto infausta, ridotto ma rimasto al centro del cortile dell’asilo di S. Andrea. Non è detto che al Craveri l’operazione riesca, di certo sarà più costosa di quella raccomandata da Soldi. Dunque l’ufficio Lavori Pubblici ha chiesto alla Giunta di scegliere e l’esecutivo si è schierato dalla parte del cedro.

Ha stanziato 1.866 euro per un intervento di arboricoltura affidato a una ditta specializzata di Busca. Dicevamo della controversa politica: è quella avviata da Bruna Sibille, predecessore di Fogliato e contestata perfino da convinti sostenitori dell’ex sindaco quando si trattò di altri esemplari maestosi, caratteristici dello skyline verde braidese. A difesa del Comune occorre ricordare che la responsabilità penale in caso di crolli, è del sindaco stesso, e che alle dolorose eliminazioni sono sempre seguite sostituzioni con alberelli già cresciuti ove è stato possibile, e comunque piantumazioni di centinaia di giovani virgulti su tutto il territorio.

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