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Spa, Hotel stellato o centro commerciale: caro San Lazzaro, che ne sarà di te?

Carlo Bo e Albero Cirio si incontrano per decidere il destino del vecchio nosocomio

ALBA – Che ne sarà del vecchio e glorioso ospedale San Lazzaro? La questione è di vitale importanza non solo per un’ampia zona pericentrale che rischia il collasso economico nel caso di abbandono della struttura. Ma per tutta la città che, pur tra differenti punti di vista, non può rischiare di “sprecare” l’ex presidio sanitario. «Venerdì scorso – spiega il sindaco Carlo Bo – ho avuto un lungo incontro con il presidente della Regione Alberto Cirio proprio per discutere del vecchio ospedale di Alba.

E’, infatti, prioritario ricordare che la Regione ha anticipato il valore del San Lazzaro e del Santo Spirito nel piano finanziario che ha consentito il completamento del nosocomio di Verduno. Ho chiesto al presidente di verificare la possibilità di porre a bilancio una plusvalenza di 24 milioni di euro e di rivedere la convenzione stipulata da Alba e Bra. In questo modo, il futuro dell’ospedale non sarebbe più gravato da 5 o 6 anni d’incertezza e bandi andati a vuoto per farne scendere la valutazione». Per i privati, infatti, l’acquisizione dell’ospedale sarebbe interessante ma solo nel caso di un prezzo molto più basso della valutazione prevista dal piano finanziario.

A monte di qualsiasi utilizzo, come hotel stellato, come spa o come centro commerciale, sta infatti il preventivo dei lavori di ristrutturazione e adattamento al nuovo destino della parte storica, tardo settecentesca. Dal punto di vista della vocazione storica dell’edificio, le opzioni sono numerose. L’ipotesi più probabile è quella di adibire l’ex ospedale a Casa della salute: un luogo dove “mettere a lavorare insieme” almeno una trentina di medici di famiglia a coprire un orario 8 – 20 a cui far subentrare il servizio di continuità assistenziale (la vecchia guardia medica).

Nell’ipotesi di completare il progetto con alcuni ambulatori specialistici e di mettere a disposizione dei medici di famiglia alcune figure sanitarie complementari, si realizzerebbe un vero e proprio polo sanitario. La seconda idea sarebbe quella di lasciare il contratto d’affitto dei locali di via Vida e traslocare tutto l’esistente nel vecchio ospedale. Sarebbe un bel risparmio e, creando un reparto dedicato per i convalescenti da Verduno, l’Asl potrebbe disporre di un presidio complementare.

Resta l’ipotesi, in verità la prima formulata a luglio durante il trasloco a Verduno, di fare del San Lazzaro un presidio jolly da mettere in funzione in situazioni d’emergenza. Ipotesi questa già duramente contestata dal Comune.

Redazione Corriere

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