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SOS stalle, aumentano i costi, diverse le razze a rischio estinzione in Piemonte

E’ SOS costi nelle stalle con rischi per l’economia e l’occupazione ma anche per l’ambiente, la biodiversità e il patrimonio enogastronomico nazionale. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme sul crack degli allevamenti italiani nel rapporto “Salviamo la Fattoria Italia”, diffuso in occasione di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali.

Quello di Sant’Antonio Abate è un giorno che vede in tutta Italia la benedizione dalla variegata moltitudine di animali presenti sul territorio nazionale.

“L’emergenza economica – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – mette però a rischio la stabilità della rete zootecnica piemontese. La nostra regione detiene il primato in Italia nella valorizzazione delle carni da razze storiche italiane e la zootecnia riveste un ruolo di grande importanza per il tessuto economico regionale, ma ora a strozzare gli allevatori è l’esplosione delle spese di produzione, cresciute in media del +60% legata ai rincari energetici, con i mangimi che arrivano al +95% e addirittura al +500% delle bollette per l’elettricità. A tutto questo  si aggiunge il problema della disponibilità di fieno e foraggi, la cui produzione è stata tagliata dalla siccità, con i prezzi in salita anche a causa della guerra in Ucraina. Da salvare c’è la straordinaria biodiversità delle nostre stalle: dalla pecora delle Langhe alla Frabosana, dalla Sambucana alla Garessina, dalla Tacola alla Biellese e dalla Saltasassi alla Savoiarda, sono diverse le razze a rischio estinzione. E’ necessario intervenire  – concludono – subito per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e per programmare il futuro, anche con accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione perché a rischio non c’è solo la biodiversità, ma anche il presidio di un territorio dove il mantenimento è garantito proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro dei nostri imprenditori”.

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