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Sommariva del Bosco: i pensionati Cgil interrogano i “sindaci” su tasse e spesa sociale

Quali impegni sono disposti a prendere pubblicamente i candidati a sindaco di Sommariva del Bosco circa politiche impositive che prevedano l’introduzione di criteri di progressività, inserimento di no tax area, tariffe dei servizi con adeguati tassi di copertura ma regolate sull’Isee, l’Indice della situazione economica equivalente? Lo chiede lo Spi Cgil, l’organizzazione dei pensionati del sindacato “rosso”, ad Antonella D’Alesio, Andrea Pedussia e Marco Pedussia a Sommariva del Bosco. Del questionario inviato dallo Spi agli aspiranti primo cittadino che si affronteranno nelle urne il prossimo 12 giugno, ha chiesto di riferire sul “Corriere” Pier Paolo Giudice. Sommarivese già a lungo amministratore comunale, Giudice è ora impegnato ai vertici dello Spi della Lega di Bra.
Sono domande retoriche quelle che pongono i pensionati. Per esempio, quale candidato sindaco risponderà “sì” al quesito: pensa di inasprire la pressione fiscale esistente? Oppure “no” a: ritiene d’introdurre o innalzare la soglia di esenzione per i redditi più bassi? E via di questo passo sull’Imu per cui, ove già non fosse previsto, auspica la cancellazione del balzello sulle case degli anziani ospiti in casa di riposo; così come pare scontato che la Tari (tassa rifiuti) possa essere abbassata a quanti vivono da soli.
Altro tasto dolente, quello delle politiche familiari spesso carenti in un Paese a crescita zero o negativa come l’Italia. Il sindacato sollecita a potenziare la spesa sociale, indicando da parte del candidato in quale misura e direzione anche nell’ambito dei diritti fondamentali.
Nella lettera che accompagna il questionario inviato agli aspiranti governanti del paese, lo Spi afferma che sarà sua «cura renderne pubblico» l’esito, e farlo pervenire ai suoi 600 iscritti sommarivesi «affinché possano esercitare il loro diritto di voto con maggiore consapevolezza». A proposito di quest’ultima sarebbe da ricordare a tutti gli elettori, pensionati e non, quanto fatto della Giunta uscente e denunciato per iscritto da Matteo Pessione prima di dimettersi protestandosi tradito dai suoi stessi collaboratori: durante l’assenza del sindaco ammalato e in contrasto con gli impegni presi in campagna elettorale, fu aumentata l’Imu.

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