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    Slow Food per rifare il ponte a Pollenzo

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    BRA – Ci credono Verduno, La Morra e Santa Vittoria d’Alba. Ci crede con loro soprattutto Bra, capofila dell’iniziativa per ricostruire l’ottocentesco ponte sul Tanaro a Pollenzo. L’Amministrazione del­­­la città della Zizzola ha conferito da poco un nuovo incarico in questa direzione. Se lo è aggiudicato l’Aps Italia di Slow Food.

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    Per 8mila euro dovrà provvedere alla cosiddetta “progettazione partecipata”, comprendente inoltre l’organizzazione e la gestione integrata di eventi correlati all’intervento. Il più suggestivo nel­l’ambito di un’­opera chilometrica, una ciclovia non solo turistica tra Roero e Langhe. Servono soldi, e tanti. Lo studio d’architettura Balbi&Rinaudo, insieme a una simulazione grafica di come potrebbe presentarsi il nuovo ponte, ha già stimato un fabbisogno complessivo di circa 10 milioni di euro. Buona parte servirebbero a stendere una passerella d’acciaio tra i due piloni di mattoni superstiti di un attentato. I partigiani facendo esplodere la campata carloalbertina sull’allora carrozzabile di collegamento, cercarono di proteggere dal ritorno dei fascisti la breve parentesi di libertà vissuta da Alba nell’autunno del 1944. Ricorrerà a breve il 79° anniversario di quei 23 giorni cantati dallo scrittore Beppe Fenoglio. Chissà che le celebrazioni non possano accendere munifiche attenzioni anche su questo ambizioso progetto braidese.

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