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    Si chiude domani a Cuneo, la quarta edizione di “Città in note”

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    Dopo il fitto programma del weekend, termina domani, lunedì 27 maggio, la quarta edizione di “Città in note. La musica dei luoghi”, la rassegna ideata e promossa da Fondazione Artea con il Comune di Cuneo sotto la direzione artistica di Claudio Carboni coadiuvato da Carlo Maver.

    Lunedì 27 maggio, alle 15, presso la Sala Mosca del Conservatorio G.F. Ghedini si svolgerà l’incontro aperto alla cittadinanza “Il diritto d’autore nell’era dello streaming” per comprendere meglio la tutela per l’attività autoriale con gli esperti Claudio Buja, presidente di Universal Music Publishing Ricordi nonché giornalista musicale, discografico e editore musicale e Claudio Carboni, musicista e direttore artistico di “Città in Note”, oltre che delegato di Nuovo IMAIE, consigliere di sorveglianza in SIAE e direttore di produzione del “Cartagena Musica Festival”. Un’occasione unica, soprattutto per gli addetti ai lavori, per approfondire uno dei temi più in evoluzione del mondo della musica.

    Alle 16.30, in Sala San Giovanni (via Roma 4), si terrà l’incontro di formazione dedicato ai docenti della Scuola Primaria e dell’Infanzia “Pillole di educazione musicale” a cura di Scuola APM di Saluzzo che approfondirà i temi dell’insegnamento della musica tra metodologie, pedagogia e attività esperienziali.

    Il gran finale di “Città in note” sarà alle 20.30, presso il Palazzetto dello Sport di via Viglione 1 (Frazione San Rocco Castagnaretta), con la “guida all’ascolto” del Maestro Giovanni Bietti, compositore, pianista, musicologo e uno dei migliori divulgatori musicali italiani, che accompagnerà il pubblico nella comprensione delle altisonanti quanto potenti note dei Carmina Burana, la composizione musicale corale e orchestrale scritta da Carl Orff tra il 1935 e il 1936, che chiuderà la rassegna. Si tratta di una cantata scenica strutturata in un prologo, cinque parti e un finale, basata su 24 componimenti poetici di una raccolta medievale omonima, opera di goliardi e clerici vagantes e riscoperta a inizio Ottocento nel monastero di Benediktbeuern (in latino Bura Sancti Benedicti, da cui deriva il nome dei componimenti). L’opera è prodotta ed eseguita dall’Orchestra e dal Coro del Conservatorio Ghedini di Cuneo, diretti rispettivamente dal Prof. Presutti e dal Prof. Peiretti, con la partecipazione della Corale Polifonica “Il Castello” di Rivoli (Massimo Peiretti, direttore), del Coro della Società Corale della Città di Cuneo (Giuseppe Cappotto, direttore), del Coro Polifonico di Boves (Flavio Becchis, direttore) e del Gruppo Corale “I Polifonici del Marchesato” di Saluzzo (Enrico Miolano, direttore).

    Redazione Corriere
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