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    Si carta cadit

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    Le invenzioni della carta prima e poi quella della stampa penso che siano fra le più rivoluzionarie della storia. Ovviamente in senso positivo, anche se sono sempre state insidiate da qualche negatività. Hanno favorito lo sviluppo e il progresso in ogni ambito. Hanno dato impulso alle comunicazioni e hanno ampliato in modo esponenziale le relazioni ad ogni livello, scientifico, sociale, economico e politico.

    Sulla carta c’è scritto di tutto, sia per quanto riguarda la sfera privata che quella pubblica, sia per quanto riguarda le materie di interesse generale e universale: in campo letterario, scientifico, tecnologico. Ci sono miliardi e miliardi di volumi custoditi ed immagazzinati nelle biblioteche di tutto il mondo, che raccontano l’umanità, a cominciare da quando essa ha preso coscienza di sé. Montagne e montagne di testi e di leggi, che parlano del bene e del male. Forse più di questo che di quello. Ci sono migliaia e migliaia di chilometri di scaffalature negli archivi degli stati che raccontano le vicende, i conflitti, le guerre, le paci (non sempre giuste) fra i popoli.

    Ci sono gli archivi giudiziari e dei tribunali che racchiudono le violenze, le condanne e le miserie della gente. Anche qui carte e schede transitate dagli archivi delle polizie o delle avvocature. Non si può negare che questa benedetta o famigerata carta sia stata e sia ancora un supporto primario, un autentico polmone della vita materiale ed intellettuale dell’umanità. L’informatica, che la sta scalzando e soppiantando, quasi con una furia inarrestabile, è sicuramente un ottimo aiuto. Lo sarà finché i suoi sofisticati supporti resistono all’usura e non sfuggono al controllo. Dopo di che… è il caso di riprendere un detto di un mio vecchio professore che ha speso la sua vita ad insegnare agli allievi a ragionare e ad imparare.

    Quando nelle interrogazioni si brancolava diceva con ironia bonaria e sottile: “Si carta cadit, tota scientia evadit”, letteralmente se cade la carta, tutto il sapere svanisce. Era per farci capire l’importanza dei libri, ma più ancora dell’insegnamento che se ne doveva ricavare. A questo punto, se invece della carta cadesse od implodesse tutto l’universo informatico, cosa potrebbe succedere? sarebbe una catastrofe.

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