Scuole aperte per ferie?

Scuole e asili (nidi compresi) aperti d’estate? Per chi ha figli l’argomento è di sicuro tra i più sentiti, visto che nel nostro Paese quanto a calendario scolastico siamo fermi, credo, a una cinquantina di anni fa: le scuole chiudono intorno al dieci giugno e riaprono a settembre inoltrato, scaricando sulle spalle delle famiglie ben tre mesi di vacanze che vanno organizzate con le forze a disposizione, spesso molto poche e da centellinare con cura (visto che, tra l’altro, si continua a lavorare). Sono in tanti a sostenere che nei tre mesi di “vuoto” finalmente i bambini potranno lasciare spazio alla noia, e insieme all’immaginazione, alla creazione, alla libera espressione del talento. Ora, non voglio difendere una posizione utilitaristica, ma l’elogio della noia è una forma di impostura talmente grande da richiedere la più grande delle stroncature. Anzitutto, se i nostri bambini non sono abituati ad annoiarsi durante l’anno, certo non lo faranno in vacanza, tant’è che spesso le passano attaccati a smartphone e tablet. Secondo poi, l’elogio della noia, lo fanno in genere solo quelli che hanno la possibilità di far annoiare i loro figli in comode ville al mare, o in alberghi tirolesi di montagna, non certo in appartamenti periferici in città, assediati dalla canicola, dove l’unico intrattenimento resta la tv. Ben venga dunque il dibattito sulle scuole aperte d’estate. E ancora prima, quello sull’assurdità di un calendario scolastico che prevede troppi pochi giorni di studio, che vanno a discapito di alunni (spesso con una preparazione lacunosa) e famiglie. Agire per cambiare le cose non sarà facile, ma neanche troppo difficile.

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