Dal CuneeseScuola

Scuola e insegnanti: in Piemonte persi tra tamponi e protocolli demenziali

Siamo tutti pronti a puntare il dito sulla scuola, sul fatto che non debba chiudere in periodo di Covid, ma davvero lo sapete cosa sta succedendo nelle scuole piemontesi in questi giorni? C’è il disorientamento totale. Partiamo dal famoso algoritmo “inventato” dalla ministra Azzolina. Il risultato di questo programmino è stato disarmante, perché il numero degli allievi viene calcolato sulla superficie totale, senza tener conto degli ingombri.

Così oggi scopriamo che in un laboratorio dove prima al massimo ci entravano 30 persone, oggi possono starcene 60. Così, grazie a questo ingegnoso sistema, è arrivato il via libera alla didattica senza mascherina in classe. Immancabilmente sono arrivati i primi contagi e le prime chiusure.

E i docenti? Carne da macello. Lo sappiamo, dietro la vostra mascherina state tutti ridacchiando, dicendo ma gli infermieri e i medici? Ma la sostanza è proprio questa. Il protocollo attuale è così folle, che un docente “forse” venuto a contatto con un positivo, deve rimanere recluso in casa per almeno 14 giorni, sottoporsi a tampone entro 5 e attendere l’esito. Poiché oggi la processazione è affidata a laboratori in Veneto, i tempi di consegna del referto sono “biblici”.

Una volta che il prof riceve la patente di “sanità”, continua a rimanere recluso in casa, ma avrà il dovere di recarsi a scuola per fare lezione, in quello che è definito isolamento fiduciario attivo. In poche parole potrà esclusivamente percorrere il tragitto casa-scuola-casa e non potrà nemmeno fermarsi a fare benzina (tanto per dire). E poi? Terminati i 14 giorni si è di nuovo liberi, fino al prossimo “positivo” con il tragico gioco dell’oca che ti riporterà al punto di partenza.
In pratica un malato di Covid ha meno vincoli, visto che gli basteranno 10 giorni di sintomaticità e un tampone negativo. Ma tralasciamo.
Nel frattempo il ministro ha preteso di lanciare i concorsi per l’immissione in ruolo dei docenti precari e sapete cosa sta succedendo. Che gli insegnanti “anziani” in servizio, non potranno andare a fare il concorso, perché probabilmente in isolamento, mentre coloro che si sono affacciati “freschi freschi” nel mondo della scuola, avranno l’autostrada libera verso un futuro radioso, fatto di stipendio sicuro e protocolli demenziali.

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Redazione Corriere

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