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    Scuola, banditi abiti succinti e trucchi, cosa ne pensano i presidi dei nostri Istituti ?

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    ALBA – No alle minigonne. No alle canottiere colorate come se si fosse in piscina. No all’abbigliamento discinto. No alle infradito ai piedi. E adesso no pure alle unghie finte, così di moda tra le star di Tik Tok. Con l’arrivo della bella stagione cresce il numero delle regole scolastiche in tema di trucco e abbigliamento, a cui alunni e alunne devono sottostare quando sono in classe. In realtà, ad allungarsi, è soprattutto l’elenco dei divieti, che un numero crescente di dirigenti scolastici del nostro territorio ha iniziato ad adottare nel proprio istituto. Nulla di male – sia chiaro – quando si tratta di insegnare ai ragazzi che le regole della società e del reciproco rispetto passano anche attraverso il modo di vestirsi e di agghindarsi.

     

    Qualche studente e qualche genitore, tuttavia, inizia a lamentarsi che l’elenco dei “divieti” cominci ormai a diventare un po’ troppo lunghetto. A suscitare qualche malcontento è stata, in particolare, l’ultima Circolare diffusa da alcuni dirigenti scolastici che raccomanda alle studentesse di non sfoggiare le lunghe unghie finte e colorate – a quanto pare sempre più di moda tra le ragazzine – durante l’orario di lezione. Non un obbligo, dunque, ma soltanto una “raccomadazione”, che qualche mamma, tuttavia, non ha troppo gradito. Il motivo del nuovo divieto? Lo spiegano gli stessi dirigenti scolastici: «Andare a scuola non vuol dire andare a una sfilata di moda. Unghie troppo lunghe rendono più difficile lavorare su una tastiera, o su una tavola da disegno, senza dimenticare il rischio di far del male a qualche compagno». Insomma, è bene che questa nuova moda resti fin da subito fuori dalle aule scolastiche.

    Qual è, dunque, l’abbigliamento più consono per uno studente? A rispondere è Paola Boggetto – preside dell’Istituto Cillario Ferrero: «Ormai da anni, nel nostro Istituto, viene imposto agli studenti un abbigliamento decoroso, perché la scuola non è un bar e neppure una discoteca. Ritengo tuttavia sbagliato spingere questi divieti all’eccesso, perché anche la libertà individuale va salvaguardata. E’ vero che trucchi estremi, sfilze di anelli e unghie finte possono contrastare con la nostra idea di decoro, ma credo che in questi casi, più che un obbligo, sia utile colloquiare con i ragazzi e far capire loro come l’abbigliamento debba essere sempre adattato al luogo in cui ci si trova, a cominciare proprio dalla scuola».

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