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Scorie nucleari in Piemonte? No grazie!

ALBA – La presidente della Seconda Commissione permanente Stefania Balocco ha  presentato un Ordine del giorno tramite il quale chiede al sindaco e alla maggioranza il massimo impegno e vigilanza in seguito all’inclusione da parte della società “Sogin” di almeno sei luoghi in Piemonte potenzialmente in grado di ospitare il sito nazionale per lo stoccaggio delle scorie nucleari.

“Trino Vercellese (che già custodisce parte del carburante nucleare utilizzato dalla centrale Enrico Fermi del 1964) e il Carmagnolese – ha spiegato la presidente di commissione – non sono così lontane da noi e da quel patrimonio collinare compreso nell’Heritage Unesco. Fare posto a una struttura sotterranea gigantesca e destinata a contenere scorie nucleari potrebbe essere un grandissimo rischio dal punto di vista idrogeologico, ambientale e di compromissione della promozione turistica del Piemonte. Struttura che potrebbe essere realizzata in terreni alluvionali e già sede di eventi meteo estremi. Senza dimenticare che, proprio l’Alessandrino sta già pagando danni gravissimi a causa dell’amianto per cui già ora è una delle zone in Italia a maggiore incidenze per i tumori.

In sede di discussione il consigliere d’opposizione  Claudio Tibaldi ha sottolineato la necessità di affrontare la materia senza vincoli ideologici.

“Il problema – ha detto – esiste. Ma credo sia bene mettere da parte i preconcetti e discutere con maggiore serenità valutando anche le potenzialità offerte in termini di lavoro e fatturato locale. Naturalmente si tratta di un sito che andrebbe vigilato e monitorizzato ai massimi livelli di sicurezza. Mi auguro un confronto sereno in Consiglio comunale il 31 marzo prossimo”.

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