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Santo Stefano Roero, il Comune dichiara il dissesto finanziario

Al fianco degli amministratori giungeranno i commissari del Ministero

Dissesto finanziario dichiarato, in Consiglio comunale a Santo Stefano Roero. Carte e conti in mano, il deficit risulta addirittura superiore a quello stimato nell’anno finanziario 2019, che superava i 900mila euro. La negatività, al momento, è stata dichiarata in 2 milioni 700mila euro: di cui almeno un milione per debiti verso fornitori, e 293mila euro per debiti fuori bilancio. Sono le risultanze dal confronto con la Corte dei Conti, presso la quale era stato presentato nel 2020 – all’epoca dell’amministrazione di Giuseppe Costa – il cosiddetto “piano di rientro” dopo la precaria situazione trovata in Comune dopo il triplice mandato del suo predecessore Renato Maiolo, primo cittadino dal 2004 al 2019.

Ricorderemo che Costa, dopo aver rilevato tali difficoltà nelle casse civiche ed aver compiuto questa operazione, aveva rimesso la fascia tricolore: ne era succeduto un periodo di commissariamento, sino alle nuove elezioni 2021, con la vittoria dell’attuale sindaco Giuseppina Facco. La quale, lunedì, ha commentato: «Sin da subito, abbiamo voluto verificare la situazione: non siamo stati dietro le chiacchiere da bar. Nemmeno quelle secondo le quali, nel caso in cui avessimo scelto una fusione, avremmo ricevuto milioni di euro». La Facco ha affrontato “di petto” la situazione: cercando di fare il possibile per rimettere in funzione la macchina amministrativa. Ma la Corte dei Conti, nel frattempo, ha continuato ad analizzare un pregresso chiaramente non dipeso dalla Giunta in carica, ed in cui sono emerse irregolarità come il mancato rispetto degli equilibri di bilancio dal 2015 al 2018. Cosa succederà, ora? Trasmessa la delibera al Ministero dell’Interno, giungeranno i Commissari al fianco degli amministratori: e si lavorerà su due contabilità distinte. L’augurio dal Consiglio è che ci possa essere collaborazione con queste figure istituzionali. E, nel contempo, che non si debba svendere il patrimonio comunale per la parte alienabile.

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