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Santo Stefano Roero: Grido d’allarme dai genitori dei bimbi dell’asilo

E’ un grido d’allarme, quello che giunge dai genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia a Santo Stefano Roero. In una nota inviata all’Istituto Comprensivo di Montà (da cui il plesso dipende, e che a sua volta è per certi versi vittima delle difficoltà), oltre che al Provveditorato agli Studi della Provincia di Cuneo, papà e mamme sanstefanesi segnalano il bisogno di attenzione circa le difficoltà di fruizione dell’edificio: che, nei mesi scorsi, aveva conosciuto anche l’onta del sequestro amministrativo ad opera delle Forze dell’Ordine, a causa di disordini documentali negli atti di progettazione e costruzione svolti nel recente passato.

I genitori partono dalla situazione attuale: «I locali della scuola materna e della mensa, dopo quasi 3 mesi di sequestro, rimangono ancora chiusi, per semplici cause burocratiche e di documentazioni varie. I bambini utilizzano come aule gli spogliatoi della palestra e come area ricreativa il cortile antistante l’edificio: bel tempo permettendo, ovviamente. Inoltre, i materiali, sedie e tavolini sono stati in parte forniti dalle famiglie e in parte sono stati recuperati durante l’apertura temporanea effettuata dai Carabinieri per il recupero del materiale elettorale nell’ambito delle ultime consultazioni comunali dello scorso fine settimana».

Ci sono paure espresse: «Noi genitori che, tutti i giorni, vediamo questa situazione e il silenzio delle istituzioni che ci circondano, temiamo che da temporanea possa essere la regola di questo anno scolastico. Ognuno di noi, così come le maestre e tutti gli educatori che lavorano nel settore dell’infanzia, sanno di quanto sia importante l’ambiente in cui vivono, in cui giocano, in cui svolgono attività, in cui mangiano i bambini: questo deve essere consono, organizzato, dove i nostri figli possano costruire le proprie routine e le proprie sicurezze».

In conclusione: «La nostra scuola materna deve riaprire: e noi genitori in primis vogliamo farci sentire dalle istituzioni, che si possano prendere al più presto a cuore di questa sfortunata sede. Non troviamo giusto che i nostri figli paghino per le negligenze altrui».

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