Santo Stefano Roero, dal Comune:«Presto senza soldi per gli stipendi»

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Grigia, a Santo Stefano Roero, la situazione socio-economica del Comune, che sta facendo ancora fronte all’“onda lunga” lasciata dalla consiliatura in carica tra il 2004 e il 2019. Lunedì scorso, l’Amministrazione ha incontrato la popolazione per aggiornare sullo stato dell’arte: utile più che altro a fare chiarezza su più punti di questo delicatissimo fronte, cercando anche di superare la linea delle “voci di paese”.

 

«C’è la sensazione che si sia perso il controllo della situazione – ha detto il sindaco Giuseppina Facco -. Ci sono ancora tre grandi creditori, riconducibili sempre allo stesso “giro”. Io stessa, con il nostro segretario, sono la prima a cercare di verificare la veridicità di questi debiti. Tra questi il Comune di Vezza e l’Unione Collinare, entrambi con richieste superiori a 100mila euro: e un professionista, collegato ai procedimenti penali che conosciamo, con una fattura di oltre 200mila euro per lavori risalenti al 2014. Sono preoccupata perché il Ministero degli Interni ancora non ci ha approvato il bilancio stabilmente equilibrato, azione necessaria per legge quando un Comune ha dichiarato il dissesto finanziario. E’ questo il motivo per cui, come Amministrazione, non possiamo fare nulla se non sopravvivere. Ma fra poche settimane non riusciremo nemmeno più a sopravvivere, perché non ci saranno più i soldi per nemmeno per pagare gli stipendi. Nonostante i numerosi solleciti al Ministero degli Interni non abbiamo ricevuto risposta». Il sindaco ha anche esposto alcuni passaggi vissuti in questa prima parte del mandato: «Già la prima volta in cui sono andata alla Corte dei Conti ho detto loro “Scusate, ma solo ora vi svegliate? Per dieci anni è andato tutto bene”. La stessa Regione ci ha chiesto di restituire, entro 30 giorni, contributi di dieci anni fa. E’ stato allora che ho interpellato il Gabinetto di Cirio: dicendo loro che, a pensar bene, il loro sistema di monitoraggio non funziona. A pensar bene: perché a pensar male…”». Qualche “sassolino” da togliersi dalle scarpe, da parte della prima cittadina, nei comunicati diramati alla vigilia della riunione: «Oltre il danno abbiamo anche la beffa, poiché parte dei cittadini ci ritiene direttamente responsabili, accusandoci di inefficienza. Benché abbiamo cercato di spiegare in ogni modo, è ancora difficile far capire che l’attuale situazione è diretta conseguenza delle gestioni precedenti. A due anni dal nostro insediamento vorrei ricordare che abbiamo trovato il vuoto, cioè un solo dipendente ed un interinale, casse vuote e, nell’arco di un anno, il 2022, abbiamo ricevuto 14 richieste da altrettanti creditori, rischiando addirittura di essere pignorati, cioè letteralmente buttati fuori dal palazzo municipale». Proprio lunedì, sul fronte della partecipazione, la chiosa finale è venuta da Andreino Marsero: già a suo tempo sindaco sanstefanese, prima dell’amministrazione guidata all’epoca da Gian Carlo Gallo, cui erano seguiti i tre lustri diretti da Renato Maiolo: «Questa sera è successa una cosa straordinaria: la partecipazione della gente. Sarei andato a casa ancora più contento se qui ci fossero stati anche alcuni di quelli che sparano sentenze o, di più, che hanno contribuito ad arrivare a questa situazione». E qualche vezzo ce lo prendiamo pure noi, a livello di testata giornalistica: avendo sempre cercato evitare esaltazioni su opere futuribili annunciate nel passato sanstefanese. Non avevamo intonato “peana”, all’epoca: a costo anche di qualche tiratina per la giacca e di confronti con l’uno o l’altro notiziario concorrente. Abbiamo la coscienza a posto, da questo punto di vista: ce lo si conceda, almeno questo, un attimo prima di chiudere il sipario. La Facco, infatti, aveva sottolinea: «Buona parte delle tanto osannate iniziative delle precedenti Amministrazioni, dal Palarocche agli impianti sportivi, sono ancora da pagare. L’Organismo Liquidatore ha trovato una situazione così difficile che sta ancora verificando se le richieste dei creditori sono “certe ed esigibili”. Dopodiché, si saprà a quanto ammonta il debito e per quanti anni si dovrà pagare. Quindi, vogliamo essere chiari, il peggio deve ancora venire». Infine: «Tuttavia, nonostante queste parole amare non cediamo e andiamo avanti. In una cosa siamo molto fortunati, vale a dire con il gruppo di consiglieri che si prodiga oltre il proprio ruolo, il seppur piccolo, gruppo di dipendenti che lavora bene e in serenità e, soprattutto, siamo orgogliosi del gruppo di volontari cittadini che provvede alla pulizia dei cimiteri, del verde comunale e a tante altre cose. Si, per fortuna non tutti i cittadini si lamentano». C’è stato spazio anche per alcuni approfondimenti tecnici, ma riguardanti molti aspetti della vita quotidiana. Con un pensiero anche per i tributi locali: «Non facciamoci dei sensi di colpa, ora, noi – ha aggiunto ancora la Facco – perché è anche vero che, se non si pagano le tasse, siamo tutti più contenti. Ma la questione è che le tasse non venivano proprio fatte pagare ai cittadini: e questo si chiama “danno erariale”».

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