Sabato 12 ottobre la mostra dedicata a Picasso a Palazzo Salamtoris di Cherasco

CHERASCO – L’evento espositivo dell’autunno cheraschese a Palazzo Salmatoris è un omaggio a un artista di fama mondiale: Pablo Picasso.

“Picasso e la sua eredità nell’arte italiana” è il titolo della mostra che propone un intrigante percorso dedicato all’arte di Pablo Picasso (Malaga 1881 – Mougins 1973) e tutti quegli autori che con le loro pitture e sculture, a partire dalla fine degli Anni Dieci del Novecento, periodo in cui per la prima volta Picasso ha soggiornato in Italia, hanno declinato un linguaggio in qualche modo riconducibile all’opera picassiana.

Di Picasso sono proposti circa una sessantina di lavori, dipinti, sculture in ceramica, disegni e opere grafiche prodotti in diversi momenti espressivi: «Ogni composizione – dicono i curatori Cinzia Tesio e Rino Tacchella – contiene idee, pensieri e, soprattutto, innovazioni linguistiche ottenute utilizzando mezzi e materiali inediti, spregiudicati, a volte sconvolgenti considerato il periodo. È nel gesto che Picasso imprime i suoi reconditi pensieri, le sue invenzioni, le sue passioni per chi si sofferma a guardare attentamente le sue opere».

Segue un percorso dedicato al viaggio del Maestro in Italia del 1917 motivato, non dal Gran Tour, fuori tempo ormai per il creatore del Cubismo, ma dall’incontro con Diaghilev, Massine e Cocteau, al fine di chiarirsi le idee sul balletto Parade.

La danza e il teatro, tanto cari a Picasso, saranno presenti in mostra con una serie di disegni realizzati poco dopo il tour romano. È proprio nella capitale, infatti, che il Maestro, oltre ad apprezzare la vista delle pitture antiche, delle sculture classiche e le opere dei geni passati, incontra Balla, Boccioni, Soffici, Carrà, Depero e da cui inizia rapporti epistolari con Carrà e De Chirico. Il luogo prescelto è il Caffè Greco: nascono confronti, insegnamenti e paragoni. Gli artisti italiani provano, dinanzi ai capolavori cubisti, una forte esaltazione data dal nuovo linguaggio, moderno e affine al futurismo italiano.

La parola “insegnamento” introduce il visitatore nella seconda parte della rassegna caratterizzata da oltre 50 opere suddivisa in due settori: la scomposizione della forma e l’utilizzo di nuovi materiali.

Con la sezione dedicata alla “scomposizione della forma” la mostra analizza autori come Sironi, Campigli, Tozzi, Guttuso, Morando, Giulio D’Anna, Birolli, Soffici ecc.

Volendo verificare l’ampliarsi delle possibilità linguistiche nate dall’utilizzo dei materiali e all’applicazione del collage troviamo: gli strappi di Rotella, Soldati, le ricerche materiche di Burri e informali di Enrico Baj,  sino alle prove sperimentali e di grande impatto visivo delle superfici di molti maestri dell’arte moderna e contemporanea.

 

Chiude la rassegna una sezione dedicata alla ceramica, all’esperienza picassiana di Vallauris (ivi nel 1947 il Maestro produce, in pochi anni, centi­naia di opere in ceramica) e alla sua conseguente influenza sui maestri che hanno lavorato e pro­dotto ad Albissola.

La mostra si compone di un centinaio di opere provenienti da collezioni pubbliche e collezioni private italiane ed è corredata da un catalogo che contiene i testi dei curatori e la riproduzione a colori di tutte le opere esposte.

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