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Sabato 11 febbraio a Dogliani lo spettacolo “Marta e Olmo Tutte le guerre si somigliano” 🗓

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DOGLIANI – Sabato 11 Febbraio 2023 – h.21 presso il Teatro Sacra Famiglia a Dogliani Castello, si conclude la rassegna teatrale “STORIE DI ALTRI MONDI”, curata dall’Associazione Culturale “Il Mutamento” in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Dogliani.

Lo spettacolo che andrà in scena sarà “Marta e Olmo. Tutte le guerre si somigliano”, realizzato dalla compagnia teatrale Il Mutamento – zona Castalia, drammaturgia e regia di Giordano V. Amato, con Amandine Delcos e Andrea Chiapasco.

1915. Nel corso della Grande Guerra, nei territori di confine tra Italia e Austria, il cammino del piccolo Olmo, figlio di un’italiana e di un austriaco, incontra quello di Marta,

giovane portatrice. Marta conosce la prima linea e seppellisce i poveri corpi abbandonati, a qualunque schieramento appartengano.

Lo spettacolo narra di due adolescenti che affrontano la paura, la deportazione, la separazione, tutti gli orrori e le mostruosità della guerra che determinerà il loro destino.

Testimonianze reali si inseriscono su una storia fantastica che pone l’accento sul ruolo degli adolescenti e delle donne durante il conflitto, portando alla luce la straordinaria “pagina” delle portatrici carniche, scritta tra l’agosto del 1915 e l’ottobre del 1917, e forse unica nella storia dei conflitti armati.

La zona Carnia – regione montana molto impervia situata sul confine tra Austria e Veneto

– ove erano dislocati 31 battaglioni, aveva un prezioso ruolo strategico sul fronte, in quanto costituiva un’importante linea di difesa dalle maggiori direttrici di movimento del nemico: quelle del Passo di Monte Croce Carnico e del Fella.

La forza media presente nella zona si aggirava intorno ai 10-12 mila soldati che avevano bisogno giornalmente di vettovaglie, munizioni, medicinali, materiale bellico ed attrezzi vari. I magazzini e i depositi militari, dislocati in fondovalle, non avevano collegamento con la linea del fronte; non esistendo rotabili che consentissero il transito di carri a traino animale o di automezzi, i rifornimenti ai reparti schierati dovevano essere portati a piedi.

 

La situazione venutasi a creare con i feroci combattimenti, non permetteva di sottrarre dei soldati dalle linee per adibirli a questo servizio. I Comandi Militari locali chiesero aiuto alla popolazione. Le donne di Paluzza avvertirono la gravità della situazione e decisero di mettersi a disposizione per trasportare a spalla quanto occorreva agli uomini della prima linea. Le più di 2.000 portatrici furono dotate di un bracciale rosso con stampato il numero del reparto da cui dipendevano. L’età variava da quindici a sessant’anni e, nelle emergenze, potevano essere affiancate anche da anziani e bambini. Il carico era mediamente di 30 – 40 kg, i dislivelli da superare andavano da 600 a 1.200 metri, che diventavano ancor più pesanti da affrontare d’inverno, quando si affondava nella neve fino alle ginocchia.

Qualche volta, durante il ritorno, veniva chiesto alle portatrici di trasportare a valle, in barella, i militari feriti o quelli caduti in combattimento, che venivano seppelliti nel Cimitero di guerra di Timau (Udine), dopo che le stesse portatrici avevano scavato la fossa.

 

 

Il costo del biglietto è: 5, ridotto: 3 €

Per informazioni e prenotazioni: 0173 70210 | biblioteca.dogliani@gmail.com

Redazione Corriere

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