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Roreto e il traffico: neppure l’At-Cn completata consentirà di eliminarlo

Nel 1999, quando l’ex sindaco di Cherasco Michelino Germanetto si era candidato a Bra, il suo competitor di allora la definì «cloaca del traffico della provincia di Cuneo». La frazione Roreto della piaga del continuo incedere quotidiano di migliaia di veicoli leggeri e pesanti, non se ne libererà neppure con l’avvento completo dell’autostrada Asti-Cuneo. Lo ha amaramente rilevato in Con­­siglio comunale il vicesindaco Claudio Bogetti. Egli è intervenuto dopo il primo cittadino, Carlo Davico, per rispondere a un’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza “Nuova Cherasco”. Nell’illustrarla i suoi esponenti Roberto Germano e Domenico Panero chiedevano se l’Amministrazione disponga di «piani attuali e futuri» per ridurre i pericoli, il rumore, l’inquinamento a Roreto lungo la statale 231 e le provinciali 7 e 662. E sollecitavano la Giunta ad adottare «una decisa e univoca riduzione del transito dei camion, con l’introduzione di varchi e telecamere identificative». Davico ha assicurato che queste ultime, finanziamenti e autorizzazioni permettendo, il Comune vuole installarle, per combattere a distanza oltre che con i controlli dei vigili gli accessi abusivi, quelli degli autisti che “tagliano” dal territorio di Bra. Circa la «decisa riduzione» da imporre, invece, niente da fare. Bogetti: «Speriamo venga finita presto, ma neppure quando ci sarà l’At-Cn potremo obbligare i camion a pa­gare un pedaggio».

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