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Roero: La cruna dell’ago? Si trova qui nel Roero

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Donatella Prete, roerina d’adozione -per la precisione, da Santo Stefano Roero- firma un’opera che nasce da una ricerca profonda e da un attraversamento personale che diventa racconto, specchio, possibilità. In “Camilla e la sua cruna dell’ago” la voce dell’autrice si intreccia a quella della protagonista, fino a rivelare che Camilla è, a tutti gli effetti, un suo alter ego: una figura attraverso cui Prete osserva se stessa, le proprie ferite e la propria trasformazione. La storia prende forma da un passaggio stretto, una cruna d’ago che la vita impone e che non si può evitare, ma solo attraversare. Camilla avverte fin da giovane un richiamo silenzioso verso la ricerca interiore, ma è la morte della madre a rendere quel richiamo urgente, a spalancare una crepa che si traduce in smarrimento e in un rapporto difficile con il cibo, fatto di abbuffate compulsive che sembrano un circolo vizioso senza uscita. Da quel nodo interiore nasce un cammino intenso di respiro, meditazione, pratiche di consapevolezza e gruppi di crescita personale, un viaggio che la porta a esplorare le dinamiche familiari e quei legami invisibili che influenzano la nostra esistenza fin dall’inizio della vita. Attraverso incontri e momenti di trasformazione, Camilla scopre che ogni ferita può diventare un varco e che il dolore, se ascoltato, illumina parti della storia che non avevano mai trovato voce. È un percorso che rispecchia quello dell’autrice, che nella presentazione del libro afferma: «Non offre risposte, ma apre sentieri», una dichiarazione di poetica che diventa chiave di lettura dell’intero lavoro. Il volume è già disponibile su Amazon, mentre un nuovo titolo è atteso per settembre, a conferma di un percorso creativo che continua a espandersi. Con l’arrivo dell’autunno sono previste anche alcune presentazioni pubbliche nel Roero, dove la sensibilità di Prete potrà incontrare lettori e curiosi. “La cruna dell’ago di Camilla” diventa così un simbolo universale: il punto esatto in cui la vita ci chiede di fermarci, attraversare la paura e ritrovare, oltre il dolore, una parte autentica di noi stessi.

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