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Ricerca e solidarietà: la Fondazione Piemontese Ricerca Cancro compie 34 anni

Oltre 20 milioni di euro investiti nella cura e nella ricerca, grazie all’indispensabile sostegno dei donatori. FPRC si conferma tra le prime tre non profit italiane per raccolta fondi sul Cinque per Mille.

CANDIOLO – Forte fiducia e immutato sostegno dopo 34 anni di attività grazie ai traguardi raggiunti nella cura e nella ricerca sul cancro. Un lungo percorso fatto di importanti risultati, realizzati insieme a tre milioni di sostenitori, tra privati, associazioni, fondazioni, imprese e istituzioni, che dal 1986 credono in Candiolo.  Si può così sintetizzare il progetto della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che ha presentato il suo quindicesimo Bilancio Sociale, diventato ora “Bilancio Sociale e di Sostenibilità” per rendicontare i risultati economici, sociali e ambientali generati dall’ente nello svolgimento delle proprie attività. E’ intervenuto, in rappresentanza delle Istituzioni, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

L’evento di presentazione, a causa delle limitazioni imposte dall’emergenza Covid 19, si è tenuto per la prima volta in modalità digitale; grazie alla collaborazione con il Gruppo GEDI, l’evento è stato infatti diffuso tramite i canali della comunicazione digitale (quelli de La Stampa e la pagina Facebook della Fondazione). Una modalità diversa, ma pur sempre coinvolgente, con la Presidente della Fondazione Allegra Agnelli a fare gli onori di casa, accompagnata dal Direttore de La Stampa, Massimo Giannini, che ha moderato l’incontro e ha approfondito le tematiche toccate dal Bilancio Sociale e di Sostenibilità dialogando con il Direttore Scientifico dell’Istituto di Candiolo, Anna Sapino, con il Direttore della Fondazione, Gianmarco Sala, e con Luca Asvisio, Presidente dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino, ente che ha contribuito alla redazione del Bilancio Sociale insieme con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino. Un’importante testimonianza è quella del giovane oncologo Pasquale Rescigno, un “cervello di ritorno” che dopo una brillante esperienza all’estero, al Royal Marsden Hospital e Institute of Cancer Research, e diversi riconoscimenti internazionali ha accettato l’offerta di lavorare all’Istituto di Candiolo. Rescigno ha, fra l’altro, vinto il prestigioso premio ASCO 2018, conferito dall’American Society of Clinical Oncology, per le sue ricerche nell’ambito del carcinoma della prostata.

Lo psicoanalista e saggista Massimo Recalcati, ha tenuto la lectio magistralis “La cura ai tempi dell’incuria” ed è inoltre intervenuto Neri Marcorè, amico e sostenitore della Fondazione anche come protagonista della Partita del Cuore.

“Ricerca, il nostro futuro”, con queste parole Allegra Agnelli ha aperto il suo intervento sottolineando come “L’emergenza sanitaria ha posto al centro dell’attenzione di tutti l’importanza di avere a disposizione strutture sanitarie adeguate e pronte a qualsiasi esigenza. In un contesto del genere sostenere la ricerca non è solo un’azione di bene, ma un vero e proprio investimento per noi, per chi ci sta vicino e per le future generazioni”.

IL Covid 19 non ha fermato l’Istituto di Candiolo, che anzi ha contribuito agli sforzi del Servizio Sanitario Nazionale per fronteggiare la pandemia, sia allestendo un laboratorio per l‘analisi dei tamponi sia accogliendo pazienti oncologici provenienti da altri ospedali. Intorno all’Istituto di Candiolo c’è un mondo che non si arrende: “E’ grazie alla generosità e alla fiducia che ripongono in noi i nostri sostenitori – aggiunge Allegra Agnelli – che la missione vive e progredisce. L’impegno nel portare avanti la nostra attività con responsabilità, dedizione e soprattutto con la massima trasparenza è un dovere verso di loro”.

I NUMERI SALIENTI DEL 2019

I numeri del 2019 parlano chiaro e li ha citati il Direttore della Fondazione, Gianmarco Sala. “Il 2019 è stato un anno importante per la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Grazie alla generosità dei nostri sostenitori abbiamo investito nella cura e nella ricerca oltre 20 milioni di euro e abbiamo impostato le basi per lo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, che nei prossimi anni metterà a disposizione di pazienti, medici e ricercatori nuovi spazi di cura e di ricerca”.

Nel 2019 la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha infatti raccolto oltre 33 milioni. Le principali voci di raccolta sono rappresentate dalle donazioni dirette, dal Cinque per Mille, dalle iniziative e da lasciti testamentari. Infine un dato significativo, per ogni euro donato oltre 92 centesimi vengono destinati alle attività di ricerca e cura, a conferma di una grande attenzione per i costi.

Crescono le persone che hanno voluto sostenere la Fondazione: nel 2019 i donatori sono stati 43.220, in crescita del 9% rispetto al 2018. Cresce il 5×1000, che già aveva raggiunto numeri molto significativi: secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate relativi al 2019, aumentano di quasi 10 mila le firme (275 mila) a favore della Fondazione, che si conferma tra le prime tre non profit italiane. Fondamentale la partecipazione alle più di 100 iniziative della Fondazione, che hanno coinvolto circa 60.000 persone, e il sostegno ricevuto tramite il canale Facebook, attraverso il quale sono giunte quasi 9.000 donazioni. Un aiuto prezioso e indispensabile soprattutto in un momento in cui la Fondazione ha avviato un nuovo, significativo sviluppo dell’Istituto di Candiolo, con un piano di ampliamento edilizio, che prevede nuovi spazi per la cura, la ricerca e la formazione, tra cui una biobanca, un hospice e diversi laboratori.  Per avere un più ampio contatto con i propri sostenitori, la Fondazione ha inoltre consolidato la comunicazione digitale sui social media e sul sito web: tutte le pagine dei principali social network (Facebook, Instagram, Twitter e Youtube) hanno registrato una crescita degli utenti, delle visualizzazioni delle pagine oltre a quella del tempo di permanenza media.

LA RICERCA

All’Istituto di Candiolo-IRCCS lavorano oltre 350 ricercatori italiani e internazionali, impegnati in 39 fra laboratori e unità di ricerca. Come ha sottolineato il Direttore Scientifico, Anna Sapino, la Fondazione ha finanziato negli anni importanti progetti che hanno consentito alla medicina di fare significativi progressi nella diagnosi e cura dei tumori. Lo dimostrano i 171 lavori pubblicati e la crescita dell’ Impact Factor, l’ indice che misura le citazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali: nel 2019 le citazioni hanno superato quota 8 mila, contro le 6.500 dell’ anno precedente.

Ad oggi, grazie al 5X1000, sono attive e si sono consolidate più di dieci “piattaforme di ricerca” per tutte le patologie curate in Istituto. Gli obiettivi delle piattaforme si consolidano in progetti di ricerca specifici. Fra questi vi sono: il progetto FUTURO, acronimo di “Fronteggiare Un Tumore Recidivo dall’Origine”, mirato a studiare fin dalla prima diagnosi le caratteristiche molecolari del tumore per affrontare eventuali mutazioni o alterazioni biologiche fondamentali che potrebbero insorgere nel decorso della malattia e cercare così alternative efficaci in caso di recidiva; Il progetto Cancer-ImGEN, che si propone la creazione di piattaforme tecnologiche e approcci esplorativi come basi di perfezionamento dell’oncologia di precisione dell’immunogenomica del cancro; il progetto Strategy, che studia tutti i tumori che non trovano ancora soluzioni terapeutiche personalizzate efficaci (tumori dello stomaco, i sarcomi etc.). Nel 2019 si è attivato il progetto Ardite (Approccio di ricerca diagnostico e terapeutico al paziente con tumori del colon retto e del distretto cervico-facciale), che prevede: la creazione di una piattaforma di ricerca traslazionale per i tumori del distretto testa collo (piattaforma BioHenNECK);  l’attivazione di trial clinici come Redcloud, che impiega la biopsia liquida per il monitoraggio dei pazienti con tumori del cancro colorettale metastatici; lo studio clinico Clinrobotic, per formare all’utilizzo della chirurgia robotica il personale sanitario; lo studio Chronos, che ha lo scopo di seguire la cronologia delle risposte terapeutiche dei farmaci molecolari somministrati ai pazienti con tumori al colon-retto; il progetto Biofilm per studiare nuovi approcci terapeutici integrati per il melanoma. Dall’inizio del 2020 si sono, inoltre, attivate piattaforme traslazionali per portare ai più alti livelli la ricerca sui tumori della donna con il progetto See-Her, e della prostata, con See-Pros. Inoltre, con il bando Young Investigator Grant, si sostengono per tre anni sei giovani ricercatori impegnati in studi di oncologia di base, traslazionale o clinica.

LA CLINICA

Nell’attività di assistenza e cura lavorano a Candiolo oltre 400 persone. In Istituto sono attivi 139 protocolli di studi. I posti letto sono 100. Nel 2019 sono stati ricoverati 8.096 pazienti e sono state erogate 1 milione e 418 mila prestazioni ambulatoriali. Candiolo, unico Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) del Piemonte, svolge la sua attività in convenzione con il SSN ed è inserito nella Rete Oncologica del Piemonte-Valle D’Aosta. Nel corso del 2019 l’Istituto si è caratterizzato per l’avvio di collaborazioni clinico-scientifiche con istituzioni internazionali e nazionali. Sul piano dell’innovazione tecnologica è stata implementata la chirurgia robotica (150 interventi), per la quale si va configurando un’ulteriore valorizzazione grazie alla realizzazione di una sala multimediale con una piattaforma tecnologica che prevede, fra l’altro, la fruibilità in tempo reale delle immagini ad ogni utente collegato. Un obiettivo dell’Istituto è l’accreditamento quale centro didattico nazionale e internazionale per la formazione nell’ambito della chirurgia tradizionale e robotica. Oltre all’innovazione in campo chirurgico, il 2019 è stato caratterizzato anche dalla partecipazione dell’Istituto alla sfida per la nascita di nuovi modelli di terapia oncologia medica, grazie all’attivazione di protocolli di immunoterapia che stanno ottenendo rilevanti risultati specie nella cura di tumori polmonari, melanomi, neoplasie urologiche.

 

 

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