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Residenze sanitarie assistenziali della Granda, la situazione covid è sotto controllo

La cabina di regia delle strutture cuneesi, promossa dalla Provincia, si è riunita in videoconferenza per fare il punto della situazione

CUNEO – La situazione covid nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa) della Granda è sotto controllo e non presenta particolari criticità, anche grazie alle vaccinazioni. E’ quanto emerso dalla Cabina di regia cuneese che si è riunita a metà gennaio per fare il punto sulla situazione epidemiologica, con particolare riferimento alle strutture residenziali e socio-residenziali provinciali.

L’incontro in videoconferenza è stato convocato dalla Provincia e presieduto dallo stesso presidente Federico Borgna con il coordinamento di Lello Galfrè a cui è affidata la gestione della Cabina di regia. Erano rappresentati la Prefettura di Cuneo con Marinella Rancurello, l’Asl Cn1 con Eraldo Airale e l’Asl Cn2 con Luca Monchiero, la regione Piemonte con Livio Tesio e le associazioni datoriali con Silvio Invernelli (Associazione provinciale Case di Riposo), Paolo Tallone (Confcooperative), Michele Assandri (Anaste Piemonte) e Paolo Spolaore (Unione Industriale). Per il Dipartimento interaziendale malattie e emergenze infettive (Dirmei) era presente Daniela Granatiero, per le organizzazioni sindacali Pierluigi Marengo e Tiziana Mascarello (Cisl). In rappresentanza degli enti gestori ha partecipato Eraldo Racca, per l’Ordine professionale medico Bartolomeo Allasia  e per quello infermieristico Laura Bertola.

La conferma di una situazione sotto controllo è arrivata dai rappresentanti delle Asl Cn1 e Cn2 che hanno illustrato l’andamento della pandemia con particolare riferimento alle strutture residenziali e socio-residenziali della Granda. Nonostante un incremento dei casi di positività, la maggior parte degli ospiti sono asintomatici, vi sono poche ospedalizzazioni e pochi decessi. Resta il problema della carenza di personale infermieristico nelle strutture per la quale la Regione ha annunciato due delibere di Giunta regionale. La prima riguarda uno schema di convenzione che permetterà al personale infermieristico dipendente pubblico, su base volontaria, di effettuare turni aggiuntivi extra orario lavorativo e senza vincolo di esclusività anche per le strutture socio-sanitarie. La seconda delibera regionale fa riferimento alle linee di indirizzo per la “gestione clinica del farmaco nelle strutture residenziali, semi-residenziali sanitarie e socio-sanitarie” per la somministrazione dei farmaci agli ospiti delle strutture da parte sia degli infermieri, sia degli operatori socio-sanitari (oss).  Quest’ultimo documento riguarda la ricognizione del farmaco e l’aiuto alla somministrazione ed è frutto anche del lavoro congiunto dell’Associazione Case di Riposo e delle due Asl il cui protocollo era stato oggetto di una precedente riunione della cabina di regia.

Per quanto riguarda l’accesso ai parenti nelle strutture, è consentito solo in caso di possesso di green pass rafforzato (vaccinazione e/o guarigione). Nel caso di positivi all’interno della struttura gli incontri avvengono mediante utilizzo di una parete di plexiglass/vetro che garantisca la completa separazione tra ospite e parente per la tutela dei soggetti fragili.

Qualche dato emerso dall’incontro. Le strutture rilevate sulla piattaforma Dirmei sono 145 su 150 (circa il 95% del complessivo), di queste 118 sono covid-free; i posti letto nelle strutture sono complessivamente 1670 mentre gli isolati sono 109 suddivisi in 22 strutture. Nello specifico, sono 17 le strutture con positivi sulle 72 dell’Asl Cn1, 5 sulle 32 dell’Asl Cn2. Gli ospedalizzati totali sono 55 con una percentuale relativa dello 0,82 sul complessivo degli ospiti, i decessi risultano essere stati 50 con una percentuale pari allo 0,75% del totale: di questi decessi 42 sono avvenuti nel territorio della Cn1, 8 nel territorio della Cn2. L’attività di monitoraggio nelle strutture è continua, mentre lo screening dei tamponi, sia nei confronti del personale sanitario sia degli ospiti, è stato ridotto da 15 a 10 giorni.

Durante l’incontro sono poi stati affrontati altri argomenti, sottolineando che situazione della carenza degli infermieri è la priorità in questo momento. Problemi da risolvere: carenza di personale sanitario nelle strutture perché positivo oppure perché sospeso (mancanza di vaccinazione); difficoltà economiche dovute all’aumento del costo delle assunzioni del personale infermieristico già carente, alla scarsità di tamponi per lo screening, all’aumento dei costi delle materie prime e delle utenze. Alla Provincia è stato richiesto un intervento presso la Regione perché venga prorogato l’atto normativo che prevede il riconoscimento dei ristori, come già è stato fatto nel 2020, sia per i posti letti convenzionati sia per quelli non convenzionati. Tra le richieste alla Regione anche quella di incrementare il numero dei corsi e degli enti formatori accreditati per percorsi di formazione per gli operatori socio-assistenziali, tenuto sempre conto dell’annoso problema della mancata normativa in materia di formazione complementare.

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