Quel treno che «salta» la fermata a Macellai

Ha scritto tramite Internet il pocapagliese Giusto Dallorto, presidente dell’associazione Asfodelo: «Oggi pomeriggio 28 marzo 2017 ore 14.20 circa, il treno proveniente da Alba e diretto a Torino doveva fermarsi alla stazione di Pocapaglia e scaricare una quindicina di ragazzi, ma con lo stupore di tutti noi genitori in attesa transi­tava speditamente verso Bra. Questo causava disguidi ai genitori che prontamente partivano e andavano a prelevare i loro figli a Bra e di conseguenza arrivavano tardi al lavoro. Perché il treno non si è fermato? Perché il controllore ha chiesto ai ragazzi: “Ma voi dovevate scendere a Pocapaglia?”. Cosa faceva in quel momento il macchinista? Esistono sistemi sulla sicurezza oppure è a discrezione dell’essere umano? Ricordando recenti drammi accaduti in Italia, queste domande esigono una risposta!».

Dallorto ha aggiunto al “Corriere”: «Passi per il disguido, pur fastidioso e non rimborsato, ma l’episodio è allarmante per le condizioni in cui si svolge il trasporto a scuo­­la dei nostri ragazzi. A me è venuta subito in mente la tragedia della scorsa estate in Puglia».

Il sindaco Giuseppe Dacomo: «Ho inoltrato la segnalazione alle Fs, si tratta di un fatto grave e frutto di un assetto del servizio che discrimina il nostro territorio. Per questo sono tornato a ri-chiedere che i treni in transito a Pocapaglia fermino tutti, non solo due, uno la mattina e uno al pomeriggio come avviene adesso. Ci era stato promesso con l’elettrificazione dei binari un servizio metropolitano, anche i pocapagliesi han contributo a pagarlo ma ne sono esclusi. Se continueranno a trattarci così, ricorreremo a eclatanti proteste».

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