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    “Quasi amici” con Massimo Ghini e Paolo Ruffini, tutto esaurito al Sociale di Alba

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    ALBA – La stagione del Sociale ospita, all’interno della rassegna di Prosa, due grandi interpreti e una storia importante, una di quelle che meritano di essere raccontate. Mercoledì 17 aprile, alle ore 21:00, saliranno su palcoscenico Massimo Ghini e Paolo Ruffini con “Quasi amici”, l’adattamento teatrale dell’omonimo film francese di Eric Toledan e Olivier Nakache, che ha emozionato milioni di spettatori al cinema. 

     

    I posti sono esauriti, ma per eventuali disdette ci si può presentare la sera stessa dello spettacolo a Teatro. Per informazioni si può contattare la biglietteria al numero 0173292470-472.

     La storia narra dell’incontro casuale tra due persone con un senso della vita completamente diverso che, attraverso un reciproco percorso di crescita, finiscono per stringere una vera e solida amicizia. Filippo (Ghini) è un uomo molto ricco, affascinante e narcisista, ma anche molto intelligente e di grande cultura. Il destino ha voluto, per contrappasso, relegarlo a solo cervello, dopo averlo fatto precipitare con il parapendio rendendolo tetraplegico, completamente prigioniero del suo corpo. La sua ricchezza può garantirgli tutte le cure e la miglior assistenza domestica, ma sembra che nulla possa salvarlo dalla pesantezza che inchioda anche il suo animo a quella sedia a rotelle. Driss (Ruffini), l’uomo che arriva per assisterlo, è l’esatto contrario: un uomo che, sin da ragazzino, entra ed esce di galera, con una intelligenza vivace e una cultura fatta sulla strada, che preferisce porre il suo corpo avanti a tutto per lasciare il cervello quieto nelle retrovie. Provenienti da due mondi lontani, praticamente agli antipodi, i due uomini capiranno di essere l’uno indispensabile alla vita dell’altro e sapranno costruire un legame fondamentale, necessario per curare le ferite che ciascuno porta dentro di sé. Lo spettacolo non concede tregua alle emozioni: buona comicità e momenti di leggerezza si alternano a momenti più drammatici. La messinscena, diretta da Alberto Ferrari, pur rimanendo molto fedele alla trama originale del film, riesce a migliorarne lo svolgimento: nella versione teatrale i ruoli dei due protagonisti sono più equilibrati e ciò consente senz’altro di approfondire meglio le emozioni di entrambi i personaggi. Il grande feeling del duo Ghini-Ruffini è efficace e aumenta la profondità delle emozioni e il realismo delle scene.

    Redazione Corriere
    Redazione Corrierehttps://www.ilcorriere.net
    Potete contattare la Redazione del Corriere allo 0173-28.40.77 oppure scrivendo a: info@ilcorriere.net

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