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    Quando le adultere venivano annegate nel Tanaro

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    Dal taglio delle mani a quello del naso. Dalla sanzione alla gogna pubblica in piazza, durante il giorno di mercato. Erano variegate e crudeli le pene inflitte agli albesi che trasgredivano le leggi cittadine negli anni oscuri del Medioevo. Uno dei più preziosi documenti storici che custodisce il Comune di Alba è la raccolta degli Statuti che regolavano la vita dei cittadini dell’epoca. Si tratta del Libro della Catena, un pesante volume con la copertina in cuoio borchiata – custodito in una scatola di legno e feltro rosso – i cui fogli di pergamena riportano in caratteri gotici le norme statutarie che governavano il libero Comune di Alba nel XV Secolo.

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    Redazione Corriere
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