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Proposta di legge, Grimaldi (LUV): Assistenza sanitaria del medico di base anche per i senza dimora in Piemonte

A Torino, nel 2020, circa un terzo degli utenti del Community Center dedicato al supporto ai servizi sociali e abitativi erano soggetti senza fissa dimora: per loro e per chi frequenta i dormitori comunali del Capoluogo, l’arrivo della pandemia ha reso difficilissimo l’accesso a strutture di ‘riparo’. Dormitori quasi inaccessibili, strutture di accoglienza per l’emergenza freddo chiuse per screening. Le condizioni abitative precarie e il sovraffollamento hanno inoltre rappresentato per troppi un debole presidio contro il contagio, con pericoli maggiori per la salute e il mantenimento del posto di lavoro e il rischio, inoltre, di non accedere alla vaccinazione anti Covid” – dichiara, citando il rapporto Oxfam Disuguitalia 2021, il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi, primo firmatario di una proposta di legge per garantire alle persone senza dimora, che vivono sul territorio regionale, l’esercizio effettivo del diritto alla salute tramite l’iscrizione nelle liste degli assistiti delle Aziende Sanitarie Locali regionali. Un provvedimento che avrebbe un effetto benefico anche sulla finanza pubblica e sul contenimento della spesa, dato che, in mancanza della residenza anagrafica le persone senza dimora possono accedere ai soli servizi di Pronto Soccorso, il cui costo è molto superiore a quello di ogni nuovo paziente a carico di un Medico di Medicina Generale. Oggi la conferenza dei Capigruppo ha dato il via libera affinché il testo venga valutato nella Commissione IV in sede legislativa.

Ricordo bene le telefonate, durante le fasi più difficili della crisi pandemica, con le operatrici del sociale, con chi lavorava a stretto contatto con i senza fissa dimora, senza dispositivi di sicurezza idonei” – prosegue Grimaldi. – “Come ho raccontato in Aula durante quelle ore drammatiche, gli appelli a restare a casa e a rispettare le misure igienico-sanitarie hanno dovuto scontrarsi con la realtà talvolta drammatica di migliaia di persone. Eppure, nella prima metà di febbraio, a seguito di un’azione congiunta della Polizia Municipale, della Questura e dell’azienda per la raccolta dei rifiuti, alcune persone senza fissa dimora sono state invitate a spostarsi dai loro giacigli del centro di Torino, mentre veniva chiesto loro di gettare nell’immondizia gli oggetti ritenuti non più utili. C’è chi vuole gli invisibili ancora più invisibili: fuori dal centro e chi, come noi con questa legge, vuole rimette al centro i diritti umani, gli ultimi, i dimenticati della società”.

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