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Progetto “Life minnow” per salvaguardare la biodiversità dei nostri della Granda

La Provincia di Cuneo è uno dei soggetti beneficiari del progetto per la conservazione di sei specie ittiche

CUNEO – Si chiama “Life Minnow” ed è il progetto per la tutela e la salvaguardia della biodiversità dei nostri fiumi e torrenti che l’Unione Europea ha di recente approvato e finanziato. La Provincia di Cuneo è uno dei soggetti beneficiari del progetto che prevede azioni a favore della conservazione di sei specie ittiche: lampreda padana (Lethenteron zanandreai), lasca (Protochondrostoma genei), savetta (Chondrostoma soetta), cobite mascherato (Sabanejewia larvata), vairone (Telestes muticellus) e scazzone (Cottus gobio), presenti in piccoli affluenti dell’alto fiume Po e ritenuti in uno stato di conservazione non adeguato.

L’iniziativa è stata inserita nella sezione Life Nature and Biodiversity con il titolo completo “Life20 Life Minnow – Small fish, small streams, big challenges: conservation of endangered species in tributaries of the upper Po river”. Il progetto quinquennale “Life Minnow” è stato predisposto dall’Università di Torino, Dipartimento di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali in qualità di ente capofila e coordinatore, insieme ai partner individuati in Città Metropolitana di Torino, Provincia di Cuneo, Provincia di Vercelli, Provincia di Alessandria, Parco del Po piemontese, Istituto Delta Ecologia Applicata. La Regione Piemonte partecipa in qualità di co-finanziatore del progetto.

“E’ un risultato importante per il nostro territorio – commenta il presidente della Provincia, Federico Borgna – e ringrazio tutto il personale e il dirigente dell’Ufficio Vigilanza Faunistico Ambientale sia per aver raggiunto questo obiettivo, sia per la partecipazione alle azioni che saranno programmate per l’attuazione del progetto “Life Minnow”.

Per tornare al progetto e alle sei specie ittiche va detto che numerosi studi, effettuati a partire dal 2008 nell’area interessata, hanno messo in evidenza la generale drastica riduzione della consistenza di tali specie e la sopravvivenza di popolazioni isolate nei piccoli affluenti. L’area di intervento prevede quindi la realizzazione di azioni mirate su circa 290 km di torrenti dislocati in sedici siti Natura 2000 e nelle aree di collegamento tra i vari siti, con l’obiettivo principale di gestire le sei specie target nel lungo termine per migliorare il loro stato di conservazione.

Lo scopo del progetto è, in pratica, quello di recuperare le comunità ittiche autoctone, migliorare la qualità dell’habitat e la connettività nei tratti fluviali, sensibilizzando la comunità locale, tecnica e scientifica attraverso il ripristino del collegamento longitudinale e della qualità dell’habitat di 23 piccoli corpi idrici, la creazione di 19 barriere permeabili ai pesci, il ripristino della continuità di 115 km di affluenti minori con elevata capacità ittica e valore ambientale, il miglioramento dell’idoneità dell’habitat in 16 siti, il recupero di aree di deposizione, la riqualificazione di 4 sorgenti per incrementare l’afflusso idrico, la rinaturalizzazione di argini fluviali, il recupero della vegetazione ripariale, il controllo degli obblighi delle zone cuscinetto. Affiancate a queste azioni sono anche previsti interventi di ripopolamento delle popolazioni residue delle specie bersaglio per migliorarne lo stato di conservazione, il controllo e la riduzione degli alloctoni e la sottoscrizione di accordi, protocolli e regolamenti a lungo termine per la gestione sostenibile degli ecosistemi acquatici.

Le azioni individuate dalla Provincia di Cuneo, che saranno svolte con il supporto dell’Ufficio Polizia Locale Faunistico Ambientale, possono essere così sintetizzate: riqualificazione di cinnque fontanili per incrementare l’afflusso idrico al Rio Pascolo delle Oche; recupero della vegetazione ripariale dei fontanili; controllo degli obblighi delle zone cuscinetto e la formalizzazione dei diritti di derivazione idrica; creazione di un passaggio per pesci sul torrente Meletta; controllo e riduzione della popolazione degli alloctoni; sottoscrizione di accordi, protocolli e regolamenti a lungo termine per la gestione sostenibile degli ecosistemi acquatici; ripopolamento delle popolazioni residue delle specie bersaglio per migliorarne lo stato di conservazione.

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