Processo d’appello per il delitto Piatti: la Procura chiede «sconto» agli imputati

Prosegue in Corte d’Assise a Torino il processo d’appello nei confronti dei condannati per l’omicidio di Patrizio Piatti. Orafo 65enne in pensione ma ancora co-titolare di un laboratorio a Torino, fu ammazzato nel 2015 da una banda di malavitosi che voleva mettere le mani sul suo tesoro poi scoperto nell’abitazione di Monteu Roero: denaro e preziosi, frutto di ricettazione per gli inquirenti, per un valore di oltre 1,5 milioni di euro.

Nel corso dell’ultima udienza il procuratore generale Marcello Tatangelo ha concluso la sua requisitoria chiedendo per gli imputati la riduzione di un anno di pena ritenendo non applicabile l’aggravante della continuazione del reato.

La parte civile, rappresentata dal penalista albese Roberto Ponzio, ha richiesto la conferma della sentenza, il rigetto degli appelli e la conferma delle liquidazioni per la figlia e la moglie dell’ucciso. La difesa di Francesco Desi e Salvatore Messina ha richiesto l’assoluzione o, in subordine, una riduzione di pena. Ascoltato in videoconferenza Salvatore Messina, ora collaboratore di giustizia, ha fatto sapere di poter produrre nuove acquisizioni per quanto riguarda il movente di colui che sarebbe stato l’esecutore materiale del delitto, Junior Giuseppe Nerbo. La prossima udienza è stata fissata al 7 giugno per l’ascolto delle difese. Repliche e sentenza del giudice sono previste invece per il 18 giugno.

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