Priocca vende il sito delle antenne e incassa 100mila euro

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Venduto. Il bricco delle antenne

Alla fine, come legittimamente atteso nei mesi scorsi, a Priocca sono arrivati i 100mila euro messi in preventivo dal Comune per la vendita del sito di proprietà municipale in località Collaretta. Quello al confine con Magliano Alfieri per intenderci, ove poggiano i ripetitori dedicati alla ripetizione del segnale di telefonia mobile.

Che l’Amministrazione volesse fare “cassa” da questo lotto dato parzialmente in affitto a Telecom e Wind, non era mistero: anche alla luce delle prospettive di vendita, più redditizie che non i semplici canoni di locazione, soprattutto in tempi di difficoltà per i Comuni nello spendere denaro pubblico già nella propria disponibilità.

Fiutata l’aria, già nell’estate del 2016 si erano poste le basi per questa operazione: quando il Consiglio comunale aveva collocato questo sito nella lista dei beni “alienabili” aprendo la strada per l’asta pubblica. Che, per la verità, ha conosciuto un percorso tortuoso anche se poi felicemente concluso.

Una prima sessione aveva infatti riscontrato la vittoria in sede di asta per la società brianzola Towertel Spa, per la somma di 85mila euro.Ere però poi emersa una irregolarità nelle dichiarazioni presentate in fase di offerta, un vizio tale da far riaprire la partita. Stavolta, con il regime della trattativa privata. Due, da lì, le società invitate: la romana Italtorri (rappresentante una proposta da 100mila euro) e la Nextel Solutions per conto dell’altra società capitolina Galata Spa, in questo caso con una candidatura da 85mila euro.

Comunicati gli esiti a entrambe, la seconda concorrente ha però fatto valere il suo diritto di prelazione in quanto già agente per conto dei precedenti affittuari: facendosi però convincere a ritoccare al rialzo la propria offerta e parificandola alla medesima quota di 100mila euro.

Via spianata per l’atto di vendita, dunque. In attesa delle firme, il Municipio ha prolungato ancora la locazione precedente ritrovandosi in bilancio ancora un surplus da 1.800 euro. Grasso che cola, in quest’epoca.