Dall'AstigianoCRONACA

Presi ladri (non solo) di nocciole: l’operazione ha coinvolto anche i carabinieri di Asti e Cuneo

Ieri i carabinieri della Compagnia di Tortona, coadiuvati nelle fasi conclusive delle operazioni dai colleghi delle Compagnie di Asti, Cuneo e Pavia, hanno messo fine alle scorribande di un sodalizio criminale di matrice etnica dedito alla commissione di furti ai danni di aziende e abitazioni private in Piemonte e nelle limitrofe province della Lombardia. Cinque le persone tratte in arresto, 3 ad Asti, 1 a Cuneo e una a Pavia su ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tip del Tribunale astigiano a richiesta della locale Procura della Repubblica. Di età compresa tra i 21 e i 33 anni, tutte di nazionalità albanese e con precedenti specifici, 3 sono state condotte nelle carceri di Cuneo, Asti e Pavia mentre 2 sono state poste agli arresti presso i rispettivi domicili.
Per tutti il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto sussistere gravi indizi in ordine ai reati di furto in abitazione pluriaggravato in concorso nonché ricettazione. Recuperata refurtiva per un valore di diverse migliaia di euro, che i militari hanno provveduto a restituire ai legittimi proprietari. Gli arresti sono scattati al termine di oltre 13 mesi di indagini, centinaia i servizi di pedinamento a riscontro di complesse attività tecniche.
Sono questi i dati e le cifre dell’operazione condotta dal Nucleo Operativo tortonese e dai militari delle Stazioni di Sale (Al) e Castelnuovo Scrivia (Al). Le indagini hanno avuto inizio ad agosto 219, quando la banda colpisce a Sale dove, all’interno di un’azienda, si impossessa di diversi attrezzi agricoli, tagliaerba, saldatrici e altro materiale vario, e di un’auto parcheggiata all’interno dello stesso capannone. Grazie all’attenta visione delle immagini delle telecamere dei sistemi di videosorveglianza e alle testimonianze di alcuni cittadini che, allarmati dal comportamento dei suoi occupanti, avevano segnalato la presenza di una vettura sospetta, i carabinieri sono riusciti a ricostruire la via di fuga seguita dai malviventi. Questi, raggiunta con quella rubata l’auto “pulita” usata per raggiungere il centro abitato di Sale, pensavano ormai di averla fatta franca. Invece gli inquirenti, grazie agli elementi raccolti nell’immediatezza, si sono messi subito alla ricerca dell’auto “giusta”, riuscendo a individuarla in un parcheggio di Asti. Purtroppo, quella non era il solo mezzo in uso ai malviventi, che, come poi ricostruito in modo puntuale dagli investigatori, nei successivi mesi di ottobre e novembre mettevano a segno ben cinque “colpi” tra il cuneese e l’astigiano, sempre ai danni di aziende e abitazioni private, impossessandosi, tra l’altro, in una circostanza, anche di 8 quintali di nocciole.
Scelta come “base” la città di Asti, ove peraltro domiciliavano stabilmente tre dei suoi componenti, la banda aveva ormai un modus operandi ben collaudato, caratterizzato dall’utilizzo di autovetture rubate o intestate a prestanome e di percorsi seguiti per raggiungere i luoghi ove colpire per poi darsi alla fuga, individuati nei principali assi stradali e autostradali, in grado di assicurare maggior rapidità di movimento e, nel contempo, minore probabilità di incappare in un controllo, ancorché casuale, da parte delle Forze dell’ordine. Spesso i malviventi si impossessavano anche degli automezzi di proprietà delle loro vittime, di cui si servivano per trasportare la refurtiva e fare rientro ad Asti, parcheggiandoli poi regolarmente sulla pubblica via o prsso centri commerciali, rendendo così più difficile la loro individuazione.
Altre numerose “accortezze” poste in essere dagli appartenenti al sodalizio criminale non sono però riuscite ad evitare che i carabinieri di Tortona, coordinati dalla Procura di Asti e con la collaborazione dei Reparti dell’Arma presenti nei territori interessati dalle indagini, ricostruissero in modo certosino le responsabilità a carico di ciascuno degli accusati, in modo da determinare l’emissione, da parte del magistrato, dei provvedimento cautelari custodiali ai quali hanno dato esecuzione, nelle prime ore del mattino, circa quaranta carabinieri, tra personale in uniforme e militari in abito civile.
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Redazione Corriere

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