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Ponti Comuni per l’Agroecologia: Un Laboratorio Civico per il Piemonte

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ASTI – In un momento storico in cui le crisi ambientali, economiche e sociali mettono profondamente in discussione il modo in cui produciamo e consumiamo cibo, costruire alleanze tra territori, comunità e istituzioni non è più un’opzione: è una necessità.

Da questa consapevolezza Deafal ONG ha dato vita a Ponti Comuni per l’Agroecologia, un percorso di coprogettazione che si concretizza in cinque incontri dedicati alla comunità piemontese, nei quali studenti, agricoltori, ricercatori, enti locali, associazioni e cittadini si siedono allo stesso tavolo per confrontarsi e costruire proposte comuni.

Il titolo scelto racconta l’ambizione dell’iniziativa: creare connessioni tra persone, saperi ed esperienze diverse per promuovere in Piemonte una transizione agricola e alimentare realmente condivisa.

Il percorso nasce all’interno di Terra Comune – Scienza e comunità per territori in transizione agroecologica, un progetto realizzato con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Linee Guida per il sostegno a progetti territoriali di transizione ecologica.

L’iniziativa integra formazione, sensibilizzazione e coprogettazione con l’obiettivo di diffondere pratiche agricole sostenibili e portare proposte dal territorio all’attenzione delle istituzioni.

Un percorso per costruire soluzioni, non solo discuterne

Il percorso di coprogettazione si tradurrà in un laboratorio civico in cui:

  • individuare insieme un bisogno reale della filiera agroalimentare locale;
  • tradurlo in una proposta condivisa e attuabile;
  • costruire una campagna pubblica capace di portare questa proposta all’attenzione dei decisori politici.

Si tratta di un processo che mette al centro la partecipazione come leva di cambiamento e che favorisce il dialogo tra comunità e istituzioni, con l’obiettivo di incidere sulle politiche regionali e orientare i sistemi agroalimentari verso modelli organici e rigenerativi.

Il primo appuntamento: partire dall’ascolto

Il percorso prenderà avvio il 12 marzo 2026, dalle ore 9.00 alle 13.00, a Variglie (Asti), nel cuore del territorio piemontese. La mattinata di lavoro – con pranzo leggero incluso – sarà dedicata alla condivisione delle esperienze e alla definizione delle priorità su cui costruire il lavoro dei mesi successivi.

La partecipazione è gratuita, proprio per garantire uno spazio di confronto autentico e operativo. Per iscriversi, mandare una e-mail a iscrizioni@agricolturaorganica.org oppure compilare il form cliccando qui.

Dal confronto all’azione: una campagna pubblica condivisa

Al termine del percorso, la proposta elaborata collettivamente diventerà il cuore di una campagna di sensibilizzazione territoriale, che si svilupperà indicativamente tra ottobre 2026 e febbraio 2027 attraverso:

  • un evento pubblico finale;
  • la partecipazione a iniziative e manifestazioni di settore;
  • strumenti di comunicazione diffusa;
  • momenti di dialogo diretto con amministrazioni e stakeholder istituzionali.

Tutto questo affinché le istanze emerse dal territorio non restino dichiarazioni d’intenti, ma diventino orientamenti concreti per le politiche locali.

Un invito a costruire insieme il cambiamento

Il percorso rappresenta un’occasione per il territorio piemontese di sperimentare un metodo replicabile, capace di trasformare criticità diffuse in progettualità collettive.

Perché cambiare l’agricoltura significa, prima di tutto, ricostruire relazioni: tra chi produce e chi consuma, tra conoscenza scientifica e pratiche contadine, tra comunità e istituzioni.

Ed è proprio su questi ponti comuni che può crescere un futuro agricolo più giusto, resiliente e rigenerativo per il Piemonte.

Rafforzare il legame tra comunità, cibo e territorio

Terra Comune nasce con un obiettivo strategico: rafforzare il legame tra comunità, cibo e territorio, sostenere il cambiamento dei modelli agricoli e alimentari e incidere sulle politiche regionali per una transizione agroecologica radicata e inclusiva.

In altre parole, si vuole passare da una logica di interventi frammentati a una visione sistemica, dove produzione agricola, salute dei suoli, economia locale e partecipazione civica tornano a essere parti dello stesso ecosistema.

Per questo parallelamente al tavolo di coprogettazione verranno portate avanti le attività di formazione, strutturata in tre corsi (uno in programma a Canelli il 6 marzo, uno il 17 e 18 maggio e il terzo da definire durante il tavolo di lavoro), insieme ad azioni di sensibilizzazione legate al tema individuato, per promuovere una campagna che porti la voce della comunità al centro delle scelte territoriali.

La transizione agroecologica non può essere calata dall’alto né affidata esclusivamente agli agricoltori: richiede corresponsabilità, visione condivisa e nuovi spazi di partecipazione.

 

CHI SIAMO

Deafal è un’organizzazione non governativa per la cooperazione allo sviluppo che si impegna per migliorare le condizioni di vita dei produttori agricoli, l’autodeterminazione alimentare delle comunità e la tutela del territorio e dell’ambiente. Supportiamo la rigenerazione e la cura degli agroecosistemi a sostegno dei diritti e della dignità delle comunità rurali e urbane in collaborazione con agricoltori, allevatori, cittadini, studenti, docenti, famiglie.

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