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POLITICA – Questo Governo che critica l’Europa ma è assente ai suoi tavoli di iniziative

Egregio direttore,

Su “La Stampa” di giovedì 7 febbraio è apparso un editoriale di Marco Zatterin, a mio parere molto interessante. Si può leggere così: da un mese l’Italia non ha il ministro per gli Affari europei. Comunque la si giri, è una leggerezza pericolosa. Perché anche un governo populista e sovranista ha bisogno di un rappresentante che partecipi ai vertici bruxellesi per impedire che gli altri decidano senza di te. Il ministro per gli Affari Europei Savona, nominato presidente della Consob, non è stato sostituito e così nessuno va agli incontri che si tengono in Europa sui temi Per altro, il ministro Savona ha partecipato a pochissimi incontri, anche quando era ancora nelle sue complete funzioni istituzionali.

Ma deve essere un comportamento tipico di questo governo. Il giorno 7 marzo a Bruxelles si tiene il Consiglio europeo degli Affari Interni, l’organismo che riunisce i ministri dell’Interno dei 27 paesi Ue. L’appuntamento è di particolare rilevanza: all’ordine del giorno ci sono la riforma sistema di asilo per i rifugiati, quella della guardia costiera europea, l’aumento della cooperazione con i Paesi terzi in materia di immigrazione. Tutti temi centrali per l’Italia, eppure il ministro Salvini non c’è. Non è una novità: da quando si è insidiato al Viminale, solo una volta ha partecipato agli incontri con i suoi omologhi europei. Stavolta però a tenere lontano Salvini da Bruxelles non è un impegno istituzionale a Roma, ma il lancio della campagna elettorale della Lega per le elezioni regionali in Basilicata, che occupa il vicepremier tra un selfie e l’altro.

Mi chiedo come sia possibile cambiare le cose che non vanno in Europa se non partecipiamo neanche agli incontri con i ministri degli altri Paesi…

L’arroganza di questo governo unita ai continui no allo sviluppo, ci portano a una pericolosa deriva, dal punto di vista economico e istituzionale. Questo governo ha poche idee (e spesso opposte tra Lega e Movimento 5 Stelle) sul futuro del Paese. Non basta cercare “nemici” (interni o esterni all’Italia) su cui far convergere l’attenzione della gente, per nascondere la mancanza di un vero progetto politico. Sembrerebbe che l’unico obiettivo sia avere tanti voti alle elezioni europee… per avere tanti seggi al Parlamento europeo e poi non andarci!

Renzo Binello

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