Plauso e monito

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Comincio con un plauso. Sincero. Non sono affatto intenzionato a farlo per imbonirmi qualcuno. Gli infingimenti mi danno fastidio. Spero che si capisca da quanto andrò a dire. Il mio plauso va a tutti coloro che, in questi tempi tormentati e in questi passaggi incerti e malfidati, hanno la voglia, la forza, il coraggio di candidarsi a fare il sindaco.

 

A farlo dichiaratamente e, voglia il cielo, esclusivamente per il bene comune della collettività. A lasciare da parte, anzi dimenticando ogni interesse privato, fatti salvi il proprio onore e la propria dignità, uniche grandi ed irrinunciabili cose a cui tenere. Penso che siano pochi a non riconoscere ai candidati una buona dose di coraggio nel fare o rifare il passo. Andare a fare il Sindaco non può essere come andare ad un banchetto, a meno che non si voglia stravolgere del tutto la funzione istituzionale e il nobile ruolo della carica elettiva. Mi auguro che non sia neppure da immaginare, nel nostro contesto, una simile catastrofica prospettiva. Il plauso ai candidati è quindi motivato fondamentalmente dalla mia propensione ad un sano ottimismo e ad un rigoroso rispetto delle persone. Al rispetto prima di tutto.

Quello che non discrimina mai. Quello che non giudica per partito preso, ma sa guardare in faccia senza pregiudizio tutti, anche chi la pensa in modo diverso, se non addirittura avverso. Sappiamo che, comunque ci si muova, i modi di pensare e i punti di vista sono sempre molto diversi. Nessuno tuttavia vieta che si possa mediare, trovare un minimo comun denominatore, fare sintesi per una coesione sociale condivisa e vitale.

Alla fine della fiera, per tutto quello che è e sarà in carico al sindaco, oltre alla voglia, alla forza e al coraggio, occorre un eroico senso di responsabilità. Sin qui il dritto della medaglia. Nel rovescio ci potrebbe stare un monito. Ma il problema è trovare la persona giusta che lo possa fare con autorevolezza. Io mi limito a invitare ogni candidato sindaco o consigliere a seguire i discorsi che il Presidente della Repubblica rivolge di frequente agli amministratori pubblici. Sono moniti sempre volti all’incoraggiamento. Ma sovente richiamano anche ad un alto senso di responsabilità.

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